Nicola Marino, un foggiano tra gli esperti della sanità digitale nel programma Rai “Codice”

Questa sera alle 23:45 andrà in onda la seconda puntata del programma “Codice, la vita è digitale” condotto da Barbara Carfagna. Nella puntata, a raccontare di come le nuove tecnologie sono pronte a stravolgere la medicina del prossimo futuro, ci sarà il foggiano Nicola Marino.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il dott. Nicola Marino, foggiano, è tra gli esperti della sanità digitale che racconteranno come intelligenza artificiale, terapie digitali ed altre tecnologie emergenti cambieranno il volto della medicina nei prossimi anni.

Già membro del comitato scientifico del Forum nazionale del Sistema Salute dello scorso anno, recentemente riconfermato, con studi su AI e Big Data presso la prestigiosa università Harvard Medical School nonché autore di numerosi articoli su testate nazionali come Il Sole 24 Ore, Linkiesta e AgendaDigitale in merito a sanità digitale, Marino è oggi il consulente in Italia per Health Catalyst l’azienda leader di mercato per le analisi di big-data in ambito sanitario e consulenza ai sistemi sanitari per il miglioramento degli esiti clinici e l’efficientamento finanziario, quotata di recente in borsa e valutata oltre 1,3 miliardi di $.

“Genomica, sanità digitale, robotica ed intelligenza artificiale sono i settori grazie ai quali stiamo avendo un profondo cambiamento, raggiungendo l’obiettivo reale di una medicina personalizzata e di precisione capace di posizionare l’uomo, il paziente, al centro del sistema”, dice Nicola Marino. “Abbiamo oggi la possibilità reale di umanizzare e democratizzare le cure grazie alle nuove tecnologie, ovvero sfruttare le capacità di calcolo dei nuovi mezzi a disposizione di medici ed ospedali per analizzare enormi moli di dati, incrociarli per migliorare gli standard di cura ma, soprattuto, liberare i medici e gli operatori sanitari da lavori ripetitivi e a basso impatto cognitivo per dedicarsi più tempo al paziente, alle sue emozioni, sensazioni e bisogni”, conclude.

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