'Guerra' di condominio per la motoretta disabile: è botta e risposta tra avvocati

Dalle riunioni di condominio alle lettere degli avvocati a volte il passo è breve. Come è successo in uno stabile in via Molfetta a Foggia, per una circostanza che potrebbe diventare un caso-scuola o può essere risolto con la legge dei numeri

Immagine di repertorio

Dalle riunioni di condominio alle lettere degli avvocati a volte il passo è breve, altre volte totalmente inaspettato, in alcuni casi imprevedibile. Proprio come è successo in uno stabile in via Molfetta a Foggia, che si sono rivolti ad un avvocato per riportare ordine nell’androne della scalinata.

Pietra dello scandalo, nonché oggetto di disturbo, è una moto carrozzella elettrica per disabili che un condòmino lascia - a suo dire, di tanto in tanto - negli spazi comuni. Una abitudine che però non è gradita agli altri condòmini, che gli hanno fatto recapitare da un avvocato della città la seguente lamentela, con tanto di diffida.

“Il perdurare della sosta di tale motorino in area condominiale - si legge nel documento inviato - non trova alcuna legittimazione senza preventivo consenso dei condòmini della scalinata richiamata; inoltre, può essere di potenziale pericolo per l’incolumità degli stessi in quanto possibile oggetto di attenzione di minori che abitano presso la medesima palazzina“.

Alla luce di quanto espresso, il legale incaricato dall’amministratore del condominio diffida lo stesso: ”La diffido a rimuovere lo stazionamento di tale motorino ritenendola direttamente responsabile in caso di danni a cose o persone”. A questa missiva, il diretto interessato ha incaricato un altro legale - l’avvocato Antonio Marinaccio - per rispondere punto su punto e chiarire la vicenda, che potrebbe diventare un caso-scuola. Innanzitutto una precisazione sui tempi di stazionamento dell’oggetto del contendere.

Il diretto interessato, precisa il legale, “lascia stazionare la sua carrozzella elettrica nel sottoscala della palazzina in cui abita soltanto per breve tempo e certamente non tutti i giorni. La richiamata carrozzella viene infatti quotidianamente ricoverata in altro luogo all’uopo destinato. Il mio assistito, come noto, è portatore di handicap e può agevolmente muoversi in autonomia soltanto utilizzando la sedia a rotelle di che trattasi e - puntualizza - mi fa specie, quantomeno per una questione morale di naturale ed umana comprensione, che gli sia stata recapitata la lettera di un collega”.

Poi entra nel merito della vicenda: “Da un punto di vista squisitamente tecnico-legale, può legittimamente ritenersi che l’utilizzo saltuario che il mio cliente fa della cosa comune non ne altera sostanzialmente la destinazione e senz’altro non incide negativamente sul bene impedendo agli altri condomini di farne parimenti uso secondo il loro diritto". Nel frattempo, lo stesso legale sta raccogliendo i pareri degli altri condòmini sulla vicenda, tra positivi e negativi, al fine di dirimere la questione con la logica e le legge dei numeri, sperando di non dover ricorrere ad altri scambi di missive, oppure a sedi e autorità giudiziarie competenti.

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