Antonio, il medico morto nella guerra "a mani nude" al Coronavirus: è uno dei 37 camici bianchi deceduti in Italia

Antonio Maghernino di San Severo, in servizio a Torremaggiore, lascia una moglie e due figli. Aveva 59 anni. E' deceduto nell'ospedale Casa Sollievo di San Giovanni Rotondo

Foto Ansa

Si allunga la lista dei medici positivi al Covid-19 e deceduti in Italia. Sono 37 i camici bianchi morti dall'inizio dell'emergenza sanitaria. E' Antonio Maghernino la prima vittima dei medici di medicina generale in Puglia.

La Fimmg regionale ha espresso la sua vicinanza alla moglie e ai due figli. "I medici di famiglia e di continuità assistenziale seguitano infatti a combattere l'epidemia a mani nude, senza alcuna tutela, senza i dispositivi di protezione indispensabili. Nella nostra regione continuano ad essere drammaticamente insufficienti anche i dispositivi messi a disposizione delle guardie mediche. E pure i medici del 118 lamentano una dotazione di presidi di protezione individuale non sempre idonei e conformi alle prescrizioni dell'Istituto superiore di sanità. I medici di famiglia hanno ampliato le ore di reperibilità telefonica, hanno attivato la possibilità di essere raggiunti dai pazienti tramite videochiamate, messaggistica Whatsapp o altre piattaforme telematiche già presenti sui sistemi gestionali della medicina generale. Ma in alcuni casi il contatto con il paziente è indispensabile - puntualizza la Fimmg - per offrire assistenza, soprattutto nel momento in cui l'attività ordinaria degli ambulatori è stata sospesa dalle Asl". 

Inoltre, dato che oltre il 50% dei pazienti Covid-19 vengono assistiti a domicilio, il ruolo dei medici di famiglia e di continuità assistenziale "è fondamentale proprio per combattere l'epidemia. La battaglia contro il coronavirus si vince sul territorio, trattando a domicilio in modo adeguato i casi meno gravi, in modo da evitare che peggiorino e vadano ad intasare le strutture ospedaliere. Ma per vincere questa battaglia non basta la dedizione e il sacrificio dei medici, pagati a prezzo carissimo da colleghi come Antonio Maghernino. Servono anche per l'assistenza domiciliare i saturimetri, strumento di facile impiego per misurare la saturazione dell'ossigeno nel sangue e aiutare il medico a prendere le opportune decisioni terapeutiche. Altrimenti, il sacrificio di Antonio e dei tanti altri colleghi che hanno perso la vita facendo il loro lavoro sarà inutile". 

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"La giornata di ieri è finita con un pugno in faccia. Un pungo ben assestato che mi ha fatto sbandare senza mettermi ko. Oggi si riprende più forti di prima" scrive su Facebook Salvatore Onorati. "Che la sua morte innocente possa servire almeno a evitarne altre perchè i medici di medicina generale stanno pagando un prezzo di sangue molto alto, troppo alto. Non c'è tempo per le polemiche che dividono perchè serve la massima unità, ma converrà scrivere un libro bianco che evidenzi quello che è successo in questi mesi, perchè - conclude - gli errori fatti oggi non si debbano ripetere in un possibile futuro".

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