"Motta Montecorvino non vuole i migranti". Sui Monti Dauni la Gorino di Puglia

Il proprietario dell'hotel 'La Bicocca' era pronto ad accogliere i 40 migranti, avrebbero trovato occupazione dieci persone. Domani in Consiglio comunale il "no" del sindaco all'accoglienza

Immagine d'archivio

Si potrebbe definire una Gorino 2 quello che sta accadendo in provincia di Foggia, a Motta Montecorvino, un paese di neanche 800 anime situato nel Subappennino Dauno. Proprio ieri la comunità, sindaco in testa, ha rifilato un no secco alla possibilità che circa 40 migranti trovino alloggio in una struttura ricettiva locale. E domani (cosa ancora più eclatante rispetto ai fatti di Gorino) lo si dirà chiaramente, nero su bianco, in un consiglio comunale monotematico in cui, fa sapere il sindaco Domenico Iavagnilio, "metteremo agli atti che il Comune di Motta Montecorvino non accoglie migranti". Nulla contro queste persone ma, aggiunge, il nostro paese non possiede quei servizi utili ad accoglierli degnamente. Fino qui la motivazione ufficiale.

I FATTI. La Prefettura di Foggia, che gestisce la primissima accoglienza dei migranti, tramite la cooperative Il Melograno, decide di destinare una parte degli ospiti a Motta, appunto, presso l'Hotel La Bicocca. Si tratta dell'unica struttura alberghiera presente in paese, dislocata su due piani e, da sopralluogo effettuato qualche tempo fa, ritenuta idonea all'accoglienza.

A differenza dei fatti di Gorino, dove il prefetto decide di procedere con requisizione, qui si procede in maniera più morbida, con una richiesta informale all'albergatore attraverso la cooperativa di cui sopra per sondarne la disponibilità. "Abbiamo detto subito si" dichiara Gianni Di Iorio, figlio del proprietario ma, di fatto, colui che si occupa della gestione dell'hotel. "Ci sembrava di operare per una buona causa e di dare una mano a questa povera gente che arriva nel nostro Paese sfidando anche la morte. Per di più, avremmo offerto occupazione".

Dieci i ragazzi che sarebbero stati contrattualizzati per gestire necessità e bisogni dei migranti, cinque maschi e cinque femmine. "Qui la disoccupazione è a livelli altissimi Motta sta morendo, ogni anno emigrano un sacco di giovani - continua Di Iorio - perché rifiutarci?". Tra l'altro ne avrebbe beneficiato anche la struttura ricettiva. 

Come è noto, un protocollo dell’Unione Europea per l’accoglienza prevede, finché gli immigrati sono in fase d’accoglienza, circa 35 euro a testa più IVA da versare all’associazione/hotel/cooperativa/ente che li prende in carico. Di questi, 2,50 euro vanno all’immigrato come pocket money, il resto lo intasca l’entità di cui sopra. Quindi sono soldi che sarebbero stati pagati, in questo caso, al gestore dell’albergo.

Per un anno. "Ma non è questo il punto - replica Di Iorio - , anche perché tra assistenza sanitaria, trasporto, etc..., a noi sarebbero stati versati meno di 20 euro. Davvero non ho visto ragioni per dire no. Conosco alcuni migranti che vivono qui a due passi, a Carlantino, sono ottime persone. Qui viviamo di pregiudizi, condanniamo senza conoscere" sbotta il gestore dell'hotel che ieri, però, ha dovuto scontrarsi con il sentimento diffuso della comunità e fare un passo indietro, revocando la disponibilità dell'hotel.

LA PROTESTA DI IERI. Motta ha risposto in massa all'appello del sindaco che ha convocato un incontro urgente al quale ha preso parte anche il viceprefetto, Daniela Aponte. "È impensabile assumere decisioni di questo tenore senza informare le comunità e i suoi rappresentanti” si difende Iavaniglio, che aggiunge: “Non ho niente contro questa povera gente, anzi. Ma hanno diritto ad una degna accoglienza e di servizi, nei nostri centri, non ne abbiamo. Non abbiamo una assistenza sanitaria adeguata, non abbiamo poliambulatori, non abbiamo viabilità adeguata. Dobbiamo tenerli in paese a bivaccare e girovagare per la piazza?" continua il sindaco che, su tutto, rifiuta l'idea "che ci debbono essere calati dall'alto, senza un confronto con la popolazione". "Tra l'altro – aggiunge - sarebbe una cifra contra legem atteso che 40 migranti costituirebbero il 5/6 per cento della popolazione, ben oltre i numeri contenuti nell'ultima circolare del Ministero degli Interni".

Giovedì, alle 18.00, il consiglio comunale sancirà la volontà politica di non accogliere migranti. È un fatto, forse il primo in assoluto in Italia, che va finanche oltre i fatti di Gorino, e che rischia di provocare un serio effetto domino, da Nord a Sud.

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