Uomini violenti, donne picchiate e minacciate di morte, bambini terrorizzati: quattro misure cautelari

La polizia di Foggia ha eseguito quattro applicazione di misure cautelari per maltrattamenti in famiglia nei confronti di due foggiani, di un polacco e di un romeno

Prosegue il lavoro della Polizia di Stato a tutela dei soggetti più deboli che si ritrovano a subire inaccettabili violenze in seno alla famiglia. Sempre massima è l’attenzione e la disponibilità degli agenti della Questura di Foggia nei confronti delle donne che decidono di denunciare violenze e maltrattamenti. Nei giorni scorsi gli uomini della quadra Mobile hanno eseguito quattro applicazioni di misure cautelari in esecuzione di altrettante ordinanze emesse dal Tribunale di Foggia per maltrattamenti in famiglia.

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Ubriaco picchia e minaccia di morte la moglie

Nei confronti di un trentenne foggiano, è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’abitazione e ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa emessa dal Tribunale di Foggia il 4 dicembre. L’uomo, cocainomane, fin dall’inizio della convivenza nel 2012 aveva assunto una condotta aggressiva e violenta nei confronti della compagna, anche in presenza delle figlie minori, minacciandola di morte se lo avesse lasciato. Più volte la donna era stata costretta a rivolgersi alle cure del pronto soccorso per le lesioni subite, altre volte, per vergogna o paura, ha invece evitato di farsi refertare. Il 30enne nel settembre 2017 era rientrato ubriaco e aveva minacciato di morte anche le bambine, scoppiate a piangere e a tremare per il forte spavento. In seguito a quest’ultimo episodio la donna ha deciso di denunciare l’uomo rivolgendosi alle Forze dell’Ordine.

Violenze: divieto di avvicinamento per un 40enne e un 22enne

Nei confronti di un uomo polacco B.S., classe 1977 e di un ragazzo romeno B.V.A., classe 1995, sono state applicate altrettante misure cautelari del divieto di avvicinamento all’abitazione e ai luoghi abitualmente frequentati dalle parti offese emesse dal Tribunale di Foggia il 20 novembre scorso. Il 40enne è  indagato per maltrattamenti nei confronti della convivente connazionale poiché la sottoponeva a sistematiche vessazioni psico-fisiche percuotendola e ingiuriandola per futili motivi. Nel luglio 2017, in evidente stato di ebbrezza, l’aveva minacciata di morte percuotendola e cacciandola di casa; testimoni di tali aggressioni sono gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato e i vicini di casa. Il 22enne invece aveva picchiato la consorte mentre teneva in braccio il bambino di pochi mesi  nell’occasione le aveva sferrato calci e pugni fino a farle perdere conoscenza.

Dal divieto di avvicinamento al carcere di Foggia

Nei confronti di P.M., già destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari per maltrattamenti, è stata revocata tale misura per aggravarla con l’applicazione della misura cautelare in carcere, disposta dal Tribunale di Foggia il primo dicembre per violazione delle prescrizioni. L’uomo aveva ricominciato a telefonare alla compagna con una utenza telefonica sospetta, scoperta da una perquisizione domiciliare eseguita dalla Squadra Mobile di Foggia il P.M. in quanto l’uomo era stato trovato in possesso della scheda telefonica. L’arrestato è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia.