Assenteismo al Comune, cittadina indignata scrive a Landella: "Porte aperte a chi lo merita"

La lettera inviata al primo cittadino da Francesca Cautillo, disabile foggiana laureata a pieni voti in Economia e Commercio: "Aprire le porte anche a chi non è abile a fare shopping negli orari di lavoro ma saprà svolgere dignitosamente e coscientemente il lavoro assegnatogli"

Un immagine tratta dai filmati dei carabinieri

Quei video e quelle immagini girate dai carabinieri del comando provinciale di Foggia e che mostrano un diffuso caso di presunto assenteismo nella sede distaccata del Comune di Foggia, in viale De' Liguori, lei proprio non riesce a mandarli giù.  E da cittadina indignata e da laureaFrancesca Cautillo, prende carta e penna scrive al sindaco di Foggia Franco Landella tutta la sua rabbia.

"Egregio signor sindaco, mi chiamo Francesca Cautillo e sono una ragazza disabile laureata a pieni voti in Economia e Commercio. Alla luce di quanto appreso dai media sulle vicende accadute al Comune di Foggia (gli assenteisti e i cartellini timbrati, per intenderci), sono alquanto indignata, perché in una situazione sociale “in crisi” dove manca il lavoro, dove c’è gente che abbandona il luogo natio per  dare una vita più dignitosa ai propri figli, veniamo a conoscenza di gente che abbandona il posto di lavoro per andare a fare shopping", scrive.

"Ritengo che il lavoro sia un diritto/dovere degli esseri umani per vivere una vita più dignitosa e che tutti ne debbano beneficiare. Il fatto accaduto a Foggia mi ha colpito maggiormente, perché sono una persona disabile e so quanto sia difficile trovare per noi disabili un posto di lavoro. Purtroppo, per noi “non c’è posto”,  occorrono mille documenti per poterli collocare, e proprio a Foggia risulta tanto difficile collocare un disabile in uffici pubblici, perche ritengo che non si sia ancora sincronizzata domanda ed offerta tra le disabilità e le mansioni che il disabile dovrà o potrà svolgere".

"Non si è capito che non servono grosse cose per stare accanto o per integrare persone disabili, basterebbe far  vivere loro una vita “normale”. Concludo chiedendo ufficialmente a Lei, Sindaco, di aprire le porte del Comune anche a chi forse non è abile a fare shopping negli orari di lavoro ma che sarà certamente abile a  svolgere dignitosamente e coscientemente il lavoro assegnatogli. Fiduciosa che qualcosa cambi e si diano maggiori possibilità a chi davvero merita, porgo cordiali saluti."

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