Omicidio Nicolina, l’avv. Voto smentisce la Cimino: “Il fratellino vuole restare con i nonni”

Il difensore dei nonni della ragazza uccisa a Ischitella risponde al legale dei genitori, dopo la richiesta di un tutore per il fratello minore e avverte: “Evitare il ricorso ai media, altrimenti adiremo vie legali”

I nonni di Nicolina Pacini, la quindicenne uccisa a Ischitella con un colpo di pistola sparatole dall'ex compagno della madre, Antonio di Paola, vegliano sul corpo della nipote che si trova all'interno del reparto di rianimazione degli Ospedali riuniti di Foggia, 21 Settembre 2017. ANSA/ FRANCO CAUTILLO

Omicidio di Nicolina Pacini. Dopo le ultime dichiarazioni dell’avvocato Gelsomina Cimino, legale dei genitori della giovane ragazza uccisa dall’ex compagno della madre, prende la parola l’avvocato Maurizio Voto, legale dei nonni di Nicolina.

Il riferimento è alla richiesta, da parte dei genitori, di affidare il fratello minore di Nicolina a un tutore, viste le situazioni di disagio che vivrebbe nella casa dei nonni, dove vive anche uno zio con disturbi comportamentali. Una richiesta che, secondo l’avvocato Cimino, sarebbe stata ostacolata dal tribunale dei minori di Bari: “Dagli episodi narrati dall’avv. Cimino non vi è alcuna traccia negli atti di causa, ed anzi il minore Michele Pacini, sentito sia dal Tribunale di Foggia che dal Tribunale per i minori di Bari, ha raccontato tutt'altro, evidenziando la propria intenzione di conservare l'attuale collocazione che gli garantisce serenità e continuità di rapporti”.

Omicidio Nicolina: “Comune di Ischitella responsabile”

“Se la madre è a conoscenza di fatti diversi – aggiunge il legale – deve evidenziarli nelle opportune sedi di giustizia e nel corretto contraddittorio delle parti. Ogni diversa valutazione lascia il tempo che trova”.

Secondo l’avvocato Voto è giunto il momento di abbassare i toni e il clamore mediatico, preannunciando azioni legali volte a tutelare la figura dei suoi assistiti: “I nonni e gli zii di Nicolina, trovatisi, loro malgrado, coinvolti in un fastidioso ed a tratti diffamatorio clamore mediatico, ribadiscono la propria fiducia nella magistratura alla quale soltanto è demandata la decisione. Auspicano che anche le altre parti in causa mantengano un profilo basso evitando il ricorso ai media. Riservano ogni azione a tutela della loro posizione e dignità, nelle opportune sedi di giustizia”.

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