"Ho sparato perché madre e figlio volevano avvelenarmi"

L'interrogatorio di Rosario Giuseppe Marano in merito all'omicidio di Vasil Yenatiuk avvenuto nelle campagne di Ascoli Satriano nella notte tra il 6 e 7 agosto 2018. Il commento dell'avv. Michele Sodrio

Si è svolta questa mattina davanti al GIP Dello Iacovo, la nuova udienza del processo a carico del 67enne Rosario Giuseppe Marano in merito all'omicidio del 26enne bracciante ucraino Vasil Yenatiuk avvenuto nella notte tral il 6 e 7 agosto del 2018 nelle campagne di Ascoli Satriano.

Per la prima volta dal giorno dell'arresto, l'imputato ha accettato di rispondere alle domande del GIP e delle altre parti compreso il PM Galli. Durante l'interrogatorio, durato circa due ore, Marano avrebbe sostenuto che la vittima e sua madre Marina Yenatiuk (ex convivente del Marano) volevano avvelenarlo perchè la donna aveva una storia sentimentale con un altro uomo, un giovane italiano che lavorava presso la stessa azienda agricola dove abitavano, una storica masseria vicino Ascoli. Avrebbe anche sostenuto di aver sorpreso la donna, nei giorni precedenti l'omicidio, parlare al telefono con il suo amante e di aver capito che lo stavano parlando di come farlo fuori, così da vivere tranquillamente la loro storia d'amore. L'uomo ha inoltre sostenuto che due giorni prima dell'omicidio i due avrebbero tentato di avvelenarlo con il veleno per le mosche messo in una minestra. 

Il giudice ha nominato quale perito psichiatra per accertare la capacità di intendere e volere dell'imputato.

E ancora, che la notte dell'omicidio, avendo sentito qualcuno che stava tentando di entrare in casa mentre dormivano, si era nascosto in un'altra ala del casolare. Quando Vasyl si è affacciato con una torcia elettrica (la vittima e la madre lo cercavano perchè non si trovava) gli ha sparato in faccia temendo che volesse ucciderlo. L'uomo ha sparato anche contro la convivente che era sopraggiunta dopo pochi secondi gridando "Peppino cosa fai? Sei impazzito, spari contro di noi?".

Marano avrebbe negato di essere alcolizzato e di aver avuto problemi psichiatrici (nonostante le cartelle cliniche) e non avrebbe saputo spiegare perchè avesse in casa un vero e proprio arsenale di sei fucili e due pistole. Alla fine ha chiuso così; "Era tutto un complotto per farmi fuori".

Il perito psichiatra nominato dal Giudice, il prof. Catanesi dell'Università di Bari, presente durante l'interrogatorio, ha chiesto di visitare in carcere il Marano nei prossimi giorni, per poi depositare le sue conclusioni entro l'8 agosto. La prossima udienza per l'esame del perito è stata fissata al 23 settembre. Presenti in aula anche le parti civili erano. La madre della vittima si è lasciata andare a un pianto di disperazione.

Questo il commento dell'avv. Michele Sodrio: "Anche se non voglio certo anticipare le conclusioni del perito, mi sembra chiaro che le dichiarazioni dell'imputato confermano che è una persona gravemente disturbata e affetta da un vero e proprio delirio allucinatorio, anche se a mio parere era ben consapevole che stava uccidendo una persona e voleva ucciderne un'altra (la ex convivente). Ancora una volta dobbiamo però chiederci com'è possibile che Marano avesse riottenuto il porto d'armi nel dicembre 2015 e come fu possibile che ben due medici lo dichiarassero sano di mente, nonostante i ripetuti ricoveri e segni di squilibrio avuti più volte in passato. Continuo a battermi perchè anche questi irresponsabili siano chiamati a rispondere davanti alla Giustizia".

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Nella foto l'avvocato Michele Sodrio

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