Infiltrazioni mafiose sulla 'Segnaletica': stop all'appalto da 2,5 milioni di euro

Dopo l'informazione antimafia interdettiva del Prefetto di Foggia, il Comune di Foggia ha risolto il contratto con Segnaletica Meridionale sas - Sud Segnal srl da 2,5 milioni di euro

TENTATIVI DI INFILTRAZIONI MAFIOSE

Il Comune di Foggia ha risolto il contratto con Segnaletica Meridionale sas - Sud Segnal srl, l'associazione temporanea di imprese che per l'ente si è occupata sino ad oggi della manutenzione degli impianti semaforici e della segnaletica orizziontale e verticale, per tentativi di infiltrazioni mafiose. Corso Garibaldi, con determina n.45 del 12 luglio 2017, ha acquisito l'informativa Antimafia interdittiva depositata il 30 giugno scorso dalla Prefettura di Foggia, secondo la quale per la società in questione "sussistono - si legge - tentativi di infiltrazioni mafiose ai sensi del D. lgs.159/2011 e ss.mm.ii".

L'INFORMAZIONE ANTIMAFIA INTERDITTIVA 

È l'atto conclusivo di una vicenda inquietante iniziata lo scorso 14 aprile quando il Prefetto, Maria Tirone, comunicava al Comune di Foggia l'adozione di "informazione antimafia interdittiva nei confronti della ditta Segnaletica Meridionale s.a.s., di Colecchia Giuliano & C., in quanto gli elementi oggettivi raccolti nel corso dell’istruttoria [...] suffragano il quadro indiziario della presenza di possibili situazioni di infiltrazioni mafiose", invitando, però, l'ente, al contempo, "a non assumere iniziative dirette all’interruzione del rapporto con l’impresa interdetta contraente, al fine di garantire la continuità di eventuali funzioni e servizi essenziali dedotti nei contratti in corso con la stessa".

LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D'APPALTO

Il tutto nasce il 15 luglio 2016, a seguito della obbligata richiesta del Comune di Foggia agli Interni attraverso la BDNA (banca dati nazionale antimafia) all'atto dell'aggiudicazione dell'appalto da 2,5 milioni di euro per cinque anni da parte di Segnaletica Meridionale. A distanza di un anno la valutazione definitiva della Prefettura (malgrado il ricorso al TAR dell'ATI). Quindi la risoluzione del contratto di appalto e la revoca della relativa determina. Il prossimo atto sarà l'affidamento del servizio alla seconda classificata, individuato nel Consorzio Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro “Ciro Menotti”, con sede legale in Ravenna, il quale avrebbe confermato a Palazzo di Città la "piena disponibilità a subentrare nel contratto oggetto dell’appalto".

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