Migliorano le condizioni di Raduano: l'agguato fallito un anno dopo l'omicidio di Silvestri

Nessuna indicazione utile sarebbe arrivata dal 33enne, ascoltato dagli inquirenti nelle ore successive al fatto. Le indagini proseguono serrate, mentre si rileva una inquietante coincidenza di date

Immagine di repertorio

Migliorano le condizioni di Marco Raduano, 33enne, ritenuto elemento di spicco della criminalità viestana, scampato ad un agguato messo a segno lo scorso mercoledì sera, nei pressi della sua abitazione, in contrada Scialara, zona lungomare Mattei.

Raduano, è stato ferito ad una mano e ad una gamba da alcuni colpi di fucile: sull’asfalto, i carabinieri hanno recuperato cartucce di fucile calibro 12 e bossoli di kalashnikov a dimostrazione che l’intenzione dei sicari era quella di uccidere, e non intimidire, l’ex luogotenente di Angelo Notarangelo, quest’ultimo assassinato nel gennaio 2015, aprendo la strada ad una scia di sangue che conta 5 omicidi e numerosi avvertimenti nella lotta per la supremazia del territorio.

Raduano, nella riorganizzazione dei gruppi criminali di Vieste in particolare, e del Gargano più in generale, è ritenuto a capo di uno dei gruppi derivanti dalla spaccatura del clan Notarangelo. Una “batteria” emergente, che potrebbe contare anche sull’appoggio - quasi una vera e propria alleanza - di famiglie criminali del comprensorio garganico e foggiano. In merito alle indagini sull’agguato fallito dello scorso mercoledì, i carabinieri hanno effettuato tre stub (esame che permette di rilevare la presenza di polvere da sparo su pelle e indumenti) a carico di altrettanti pregiudicati della zona; esami che però, secondo indiscrezioni, avrebbero dato esito negativo.

Nessuna indicazione utile sarebbe arrivata dal 33enne, ascoltato dagli inquirenti nelle ore successive al fatto. Le indagini proseguono serrate, mentre si rileva una inquietante coincidenza di date: esattamente un anno prima, il 21 marzo 2017, un altro fatto di sangue venne messo a segno sul Gargano. Si tratta dell’omicidio di Giuseppe Silvestri, 44enne ucciso con sei colpi di fucile (cinque dei quali a segno) in via Estramurale, all’estrema periferia di Monte Sant’Angelo. Indagini in corso.

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