Corruzione, truffa e falso: primi indagati per la gestione del Cara di Borgo Mezzanone

Il Cara è balzato ai disonori della cronaca dopo il reportage di Fabrizio Gatti pubblicata da L'Espresso, che ha spinto il ministro Alfano a chiedere alla Prefettura di Foggia di fare luce sulla situazione del centro

Corruzione, truffa e falso. Sarebbero queste le ipotesi di reato nei confronti dei primi indagati per la gestione del Cara di Borgo Mezzanone. Prenderebbe dunque corpo e sostanza l'indagine avviata dalla Procura di Foggia sulla gestione del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Borgo Mezzanone.

Una indagine avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Foggia e coordinata dal procuratore Leonardo Leone De Castris e dai sostituti Dominga Petrilli e Francesco Diliso, partita dal fenomeno del caporalato e sfociata nella gestione del Cara, dalla quale - pare - provenga gran parte della manovalanza bracciantile.

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Negli scorsi giorni, la questione della vivibilità nel Cara foggiano è balzata ai disonori della cronaca dopo il reportage di Fabrizio Gatti per L’Espresso che, da infiltrato, ha raccontato le condizioni ai limiti dell’umanità vissute dagli ospiti della struttura. Una situazione che aveva scosso anche il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che nella giornata di ieri aveva annunciato una verifica su tutte le strutture di accoglienza dei migranti sul territorio italiano.

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