Incidente mortale, scontro tra scooter e volante della polizia: muore portapizze. I testimoni: "Botto fortissimo"

L'incidente stradale è avvenuto ieri sera, in via del Lavoro, a Bologna. La vittima - il 51enne foggiano Mario Ferrara - è morto nella notte, all'ospedale Maggiore, dove era giunto in condizioni critiche. Feriti due poliziotti

Il luogo dell'incidente (foto da Facebook di Potere al popolo Bologna e provincia)

Tragedia ieri sera, a Bologna, dove un portapizze foggiano è morto a seguito di un incidente stradale avuto con una 'Volante' della polizia mentre era in sella al suo motorino. Il fatto è successo ieri sera, in via del Lavoro, a Bologna. La vittima dell'incidente - il 51enne di origini foggiane Mario Ferrara - è morto nella notte, all'ospedale Maggiore, dove era giunto in condizioni critiche.

Come riporta BolognaToday.it, lo schianto è avvenuto all'altezza dell'incrocio con via Vestri. La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio della Polizia locale: dalle prime informazioni raccolte sembra che all'origine dello schianto sia stata una mancata precedenza. Secondo quanto riportato a Bolognatoday da una testimone, che preferisce restare anonima, l'impatto è stato violentissimo.

"Abitiamo lì in zona, stavamo per cenare con amici in girdino - riferisce la donna - quando abbiamo sentito uno stridere di gomme e poi un forte botto. Deve essere stato un brutto incidente, lo scooter e il portapizze erano a diversi metri dall'incrocio, vicino alla fermata del bus". Nell'impatto anche i due poliziotti che erano sulla volante hanno riportato ferite, anche se lievi, e sono stati portati all'ospedale Sant'Orsola per accertamenti.

"Non si può morire per una pizza"

Potere al Popolo di Bologna e provincia: "La comunità di Potere al Popolo esprime tutta la sua vicinanza alle persone care di Mario Ferrara, il lavoratore morto nel tremendo incidente di ieri sera in Via del Lavoro mentre viaggiava in motorino per consegnare delle pizze. A Bologna come in tutte le città la consegna del cibo a domicilio ha assunto ritmi disumani che obbligano lavoratrici e lavoratori in bicicletta e motorino a forzare ogni misura di sicurezza pur di aumentare la velocità delle consegne. Mentre la politica e i media continuano a parlare dei rider come dei "ragazzi che fanno i lavoretti", questa ennesima morte di lavoro riporta alla luce nella maniera più brutale che si tratta di un settore in cui confluiscono persone di tutte le età, spesso con famiglie a carico. Non possono bastare le carte di intenti, e anche la legge attualmente in discussione - che garantirebbe almeno la copertura INAIL - è insufficiente. La via per uscire dalla giungla dei servizi di consegna è riconoscere la natura di lavoro dipendente senza dover aspettare le interpretazioni dei tribunali. I margini di profitto delle multinazionali della gig economy non sono un nostro problema, il nostro problema è che le persone possano lavorare in maniera dignitosa e senza rischiare ogni giorno la vita"

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