"Piccola Aurora ti ricorderò sempre". Il racconto da brividi dei soccorsi di un'infermiera: "Vi prego, siate prudenti"

Jole Figurella, l'infermiera che scesa dall'elicottero ha raggiunto il luogo dell'incidente stradale nella galleria di Mattinata, in cui hanno perso la vita padre e figlia, Antonio e Aurora Penza di San Ferdinando di Puglia, racconta quei tragici momenti

"Oggi è giusto una settimana dalla tragedia avvenuta nella galleria di Mattinata e la mia esortazione va a tutti voi affinché siate prudenti evitando di correre, di sorpassare se non siete in sicurezza, di non viaggiare se siete stanchi. Tutto ciò per salvaguardare la vostra vita e quella altrui".

Affida a Facebook, Jole Figurella, infermiera di Foggia, il racconto dei soccorsi e del tragico incidente stradale avvenuto nella galleria 'San Benedetto' il 28 luglio scorso, in cui hanno perso la vita il 34enne Antonio Penza e la figlia Aurora di appena sette mesi, entrambi di San Ferdinando di Puglia.

Il racconto dei soccorsi e la piccola Aurora

"Alle ore 9.00 squilla il cell e la centrale ci informa di un brutto incidente sotto la galleria di Mattinata, la San Benedetto, convolte più macchine, ci sono feriti e morti. Corriamo verso l’elicottero, lo stimato è circa 8 minuti, cala il silenzio per tutto il volo e i pensieri lasciano spazio all’immaginario. Quale sarà stata la dinamica? Cosa troveremo? Speriamo di salvarli!

All’arrivo sul posto atterriamo in una zona libera vicino la prima galleria, una campagna abitata su cui avevano dato il permesso di atterrare le forze dell’ordine perché libera da alberi e auto. Si fa avanti un ragazzo con una Golf che ci offre di accompagnarci considerando la distanza a piedi e così, con il permesso dei Carabinieri, io e il rianimatore siamo saliti a bordo dell’auto con due borsoni pesanti contenenti “il tutto“ , insomma una “piccola rianimazione da spalla“, e spediti dentro la galleria. Scene agghiaccianti a cui non ci si abitua mai e che mai vorresti vedere!

Il nostro primo soccorso è stato per lei, Aurora, un corpicino che a stento si vedeva sulla barella. Occhioni neri grandi, il viso di una bambola, le sue manine e i suoi piedi morbidi, sento ancora il suo contatto e non lo dimenticherò mai.

“Corriamo, è ancora viva, intubiamola possiamo farcela“. Un tubo endotracheale piccolissimo n 2, aumenta la saturazione e la frequenza è costante a 60 batt/m ... insistiamo, insistiamo, ma poi la situazione peggiora, otorraggia e non segna più nulla. Il mio cuore si è spezzato in quel momento, ho chiesto aiuto a Dio mille volte e lo so che lui mi aiuta sempre, non si può accettare!

Piccola Aurora ti ricorderò sempre, come Marianicole, ormai in cielo c’è un altro angioletto che mi conosce bene. Il secondo soccorso è stato per il nonno, stabilizzato e trasportato in elicottero a San Giovanni in gravi condizioni, ma dalle ultime notizie sembra stia bene. 

Questo triste racconto per esortare tutti a non essere imprudenti perché non credo che sia solo il destino ma molte situazioni le provochiamo e possono essere evitate".

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