Incidente mortale allo svincolo per Ripalta: le precisazioni degli avvocati D’Urso e Vasca

La replica di Antonio D'Urso e Giuseppe Vasca, e le precisazioni degli avvocati del 29enne alla guida dell'auto che il 14 maggio ha investito e provocato la morte di Vasile Rascol allo svincolo per Ripalta, a Lesina

L'avvocato Antonio D'Urso

Antonio D’Urso e Giuseppe Vasca, avvocati difensori di fiducia nominati dal 29enne coinvolto nel sinistro verificatosi il 14 maggio sulla Statale 16 in prossimità di Ripalta in cui ha perso la vita Vasile Rascol, replicano alle dichiarazioni-ricostruzioni-informazioni di Studio 3A, che tramite il consulente personale Sabino De Benedictis, segue il caso per conto della vittima.

“Ci preme rispondere all'articolo apparso sulla vostra testata questa mattina, dal momento che siamo rimasti alquanto sorpresi dalle informazioni in Vostro possesso. Invero, evidenziamo che sebbene sia trascorso quasi un mese dal sinistro, i sottoscritti difensori di fiducia non abbiano avuto, ad oggi, alcuna notizia in merito alle indagini svolte.  Addirittura, non ci è ancora pervenuta la convalida del sequestro dell'autoveicolo.

Se da una parte c'è, quindi, un indagato a cui nulla è stato comunicato, dall'altra dobbiamo constatare la grave violazione del segreto istruttorio, posto che nel Vostro articolo vengono riportati, oltre alle iniziali e all'età del nostro assistito, nientemeno che  le cause che sarebbero riportate sul certificato di morte del povero bracciante rumeno deceduto a seguito del sinistro e sul quale non sappiamo neanche se sia stato eseguito un esame autoptico oppure solo un'ispezione cadaverica. La violazione del segreto istruttorio è gravissima ed intollerabile e, per questo, nella nostra qualità di difensori, ci sentiamo in dovere di denunciarla.

Inoltre, non condividiamo affatto le deduzioni circa la presunta velocità sostenuta quale causa del decesso del cittadino rumeno, in quanto trattasi di questioni esclusivamente tecniche che dovranno essere accertate nelle sedi opportune dagli esperti che, eventualmente, verranno nominati anche dalla difesa. Infine, ciò che i sottoscritti difensori vogliono evidenziare è che, purtroppo, le vittime di tale triste e drammatica vicenda siano in realtà due.

Non va infatti dimenticato che, oltre al povero cittadino rumeno deceduto, anche il nostro assistito subirà da tale evento delle conseguenze negative che si riverbereranno in tutta la sua vita, a cominciare dal rimorso di aver causato involontariamente la morte di una persona, nonché il fatto di subire un procedimento penale, probabilmente per omicidio stradale; reato con conseguenze sanzionatorie molto gravi.

Nell'articolo pubblicato questa mattina sulla vostra testata, si parla di "carneficina che continua a consumarsi nel tratto stradale in questione" e si evidenziano alcuni interventi che si dovrebbero approntare per cercare di renderla più sicura.  Non è più infatti trascurabile la circostanza che, su tale importante e trafficata arteria stradale, vi sia un serio problema di viabilità. Non va poi dimenticata la circostanza che, trattandosi di una strada statale, tra l'altro priva di pubblica illuminazione, non sarebbe consentito il transito dei pedoni.  

Purtroppo, però, i poveri braccianti stranieri sono soliti camminare, a piedi o a bordo di mezzi di fortuna (motorini o biciclette) lungo la carreggiata della statale 16 o addirittura attraversarla, incuranti di mettere a rischio non solo la propria vita ma anche quella degli automobilisti che, sorpresi dalla situazione, potrebbero porre in essere manovre di emergenza estremamente pericolose per se e per gli altri utenti della strada. Abbiamo ritenuto opportuno rilasciare tali dichiarazioni al fine di precisare le nostre considerazioni”.

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