Fiamme e morte sulla 'pista': corpo carbonizzato è di un gambiano, indagini in corso sulle cause del rogo

Secondo voci dal ghetto, la vittima dovrebbe essere un cittadino gambiano. Le fiamme hanno distrutto qualunque elemento utile per risalire alla sua identità

Immagine di repertorio

Potrebbe essere un giovane gambiano la vittima dell’incendio avvenuto la scorsa notte, nel ghetto di Borgo Mezzanone, insediamento abusivo che, negli anni, si è creato lungo l’ex pista dell’aeronautica militare situata poco distante dal Centro Accoglienza Richiedenti Asilo della borgata.

Le immagini video dell'area incendiata

L’incendio ha interessato una sola baracca, fanno sapere gli inquirenti. Sulle cause del rogo devono ancora esprimersi i vigili del fuoco, intervenuti nella notte per spegnere le fiamme ed effettuare gli accertamenti tecnici del caso. Le fiamme hanno avvolto l’alloggio di fortuna - piuttosto isolato rispetto agli altri manufatti dell’accampamento - distruggendo qualunque elemento utile per risalire all’identità del suo occupante.

La presunta provenienza della vittima, che nel rogo non ha avuto scampo ed è morto intrappolato tra le fiamme, è indicata solo sulla scorta delle indicazioni che i carabinieri - incaricati delle indagini del caso - hanno raccolto tra i migranti del ghetto. L’uomo, riferiscono sempre voci dal ghetto, dovrebbe avere dei familiari nel Foggiano, rintracciati i quali si procederà con l’esame comparativo del dna per una identificazione certa.

Da molte settimane, ormai, la 'pista' è oggetto di una serie di 'abbattimenti controllati' finalizzati allo smantellamento del ghetto. L'ultimo, in ordine di tempo, lo scorso 17 aprile, con l'abbattimento di 19 manufatti, tra cui anche alcuni alloggi. L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, rientra nell'ambito dell’operazione “Law and Humanity”, iniziata lo scorso 20 febbraio e proseguita lo scorso 27 marzo, con l’abbattimento di manufatti abusivi ritenuti dagli inquirenti base per attività criminali (sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga) o attività illecite (case a luci rosse, locali notturni con annesso spaccio di alcolici, bazar).

Obiettivo della Prefettura, d'intesa con la Procura dauna, è lo smantellamento totale della pista, ritenuta “una piaga del territorio, un 'bubbone', una situazione di illegalità che costituisce il serbatoio di altre illegalità”. Nell'ultimo accesso delle forze di polizia, ai migranti in possesso di regolare permesso di soggiorno era stato proposto il trasferimento presso strutture individuate sul territorio dalla stessa Prefettura; possibilità rifiutata dai migranti. 

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