Incendio sulla 'pista', vigili del fuoco accerchiati e derubati delle attrezzature: notte di follia a Borgo Mezzanone

Il racconto in una lettera manoscritta. A farsi portavoce della denuncia dei vigili del fuoco è il collega Leonardo Iaccarino, presidente del Consiglio comunale di Foggia

Immagine di repertorio

Vigili del fuoco aggrediti a Borgo Mezzanone. E’ quanto denunciano gli uomini del 115 attraverso una lettera, di cui si è fatto portavoce il collega Leonardo Iaccarino, presidente del Consiglio comunale di Foggia.

Il fatto, secondo la narrazione manoscritta, sarebbe accaduto intorno alle 23 di ieri, durante il servizio al presidio Cara. “Una squadra dei vigili del fuoco è stata allertata  da alcuni militari in servizio all’interno del centro di accoglienza, circa un incendio che stava interessando diverse abitazioni abusive, costruite con materiali “di fortuna” (baracche) sulla cosiddetta “pista”, il ghetto dei migranti che sorge a breve distanza da Borgo Mezzanone”.

“La squadra giungeva sul posto con non poche difficoltà a causa della presenza di vari cavi elettrici abusivi che ostacolavano il passaggio dei mezzi. Mentre la squadra si apprestava a scendere dai mezzi per dare inizio alle fasi di spegnimento veniva aggredita verbalmente a distanza ravvicinata, venendo meno alle misure di sicurezza adottate in questo periodo, in quanto privi di mascherine, mettendo a rischio lo stato di salute dei Vigili del Fuoco e dei loro famigliari, nel caso in cui ci fosse stato qualche caso positivo di Covid-19 tra loro, e fisicamente con spintoni da centinaia di extracomunitari”, si legge.

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“Agli stessi venivano sottratte le varie attrezzature in dotazione come i naspetti che servono per erogare l’acqua, impossessandosene e lasciando i vigili del fuoco del tutto inermi. Si fa presente che nel ghetto adiacente al Cara erano presenti anche materiali pericolosi come bombole di gas, pronte ad esplodere in un momento all’altro. Durante la fase dell’intervento la squadra era priva di supporto e di difesa da parte delle forze dell’ordine, che giungevano sul posto solo in un secondo momento”.

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