Incendio distrugge la copertura di Villa Faragola, Volpe: "Un danno enorme, forse irreparabile”

Il fatto è avvenuto intorno alle 2 della scorsa notte, quando un incendio si è sviluppato a partire da un manufatto ligneo; i vigili del fuoco non hanno trovato tracce di liquido infiammabile o inneschi. Sull’accaduto indagano i carabinieri

Il sito di Faragola questa mattina

Distrutta dalle fiamme la copertura lignea del sito archeologico di Faragola, ad Ascoli Satriano, nel Foggiano, dove è stato individuato un esteso ed articolato insediamento di età romana e tardoantica, che si segnala per le notevoli manifestazioni di lusso. A darne notizia è l’archeologo Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici: “E’ un disastro: nella notte è stata incendiata la copertura del sito archeologico di Faragola. O forse sono stati usati esplosivi per far saltare la copertura, che è ignifuga. Sembra roba da professionisti - ipotizza Volpe, preoccupato - Un danno enorme. Forse irreparabile”.

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Nel dettaglio, erano stati portati parzialmente alla luce alcuni ambienti residenziali di una ricca villa - Villa Faragola, appunto - di cui è stata finora documentata soprattutto la fase tardoantica (IV-VI secolo d.C.). Il fatto è avvenuto intorno alle 2 della scorsa notte, quando un incendio si è sviluppato a partire da un manufatto ligneo; necessario l’intervento di più squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia e distaccamenti che, però, non hanno trovato tracce di liquido infiammabile o inneschi. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri.

Video: le immagini del rogo di Faragola

In fumo 14 anni di lavoro, scavi e ricerca: quali danni?

In fumo, quindi, tutta la sistemazione, opera di anni di lavoro e di finanziamenti della Regione, di Arcus e ora del MiBACT. “Non so ancora nulla dei danni provocati alle strutture archeologiche, ai muri, ai mosaici, alle pavimentazioni in marmo, a tutto il sito”, spiega Volpe. “Quattordici anni di scavi, di ricerche, di studi, di lavoro sul campo, di pubblicazioni, di progettazione di un modello di musealizzazione in situ per uno dei parchi archeologici considerati più importanti di Puglia e d'Italia: persi, distrutti, inceneriti dalla malavita o dalla stupidità o da altri interessi? A chi dava fastidio un sito come Faragola?”, si chiede il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici. "Mi fa rabbia che da alcuni mesi il cantiere era stato sospeso in attesa della ripresa per il completamento del terzo lotto dei lavori di sistemazione, con le installazioni multimediali, il percorso di visita, lo spazio informazioni, il laboratorio didattico per i bambini. Purtroppo è la conferma che quando un sito è lasciato senza una gestione, senza controlli, senza un uso quotidiano diventa la classica 'terra di nessuno' nella quale è facile che i delinquenti o i vandali operino indisturbati”.

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