Bomba "poteva ammazzare una donna": così la mafia ha tolto 'il Sorriso' a Stefano (il ragazzo deceduto nel 2016)

L'immobile di via Vincenzo Acquaviva era stato donato dal papà di Stefano Franchi a 'Sanità Più' del Gruppo Telesforo, che sull'accaduto ricorda il grande gesto dell'uomo e la missione de 'Il Sorriso di Stefano'

La bomba a 'Il Sorriso di Stefano'

Sconcerto ma nessuna resa nel gruppo Gruppo Telesforo a poche ore dalla bomba carta piazzata all'ingresso del centro polivalente per anziani 'Il Sorriso di Stefano', in via Vincenzo Acquaviva 37 a Foggia, e nel giorno dell'importante convention di Universo Salute a Bisceglie dedicata alla riconversione degli istituti ortofrenici: "La domanda che ci poniamo è se gli autori e i mandanti di questo vile gesto che poteva provocare la morte della donna che era all'interno a lavorare, sappiano o meno che hanno colpito un simbolo di umanità e di altruismo. Forse non tutti conoscono l'origine del nome di questo centro diurno e sarà bene ricordarlo proprio oggi"

Chi era Stefano Franchi

Stefano Franchi era un ragazzo ospite della RSSA 'Il Sorriso' deceduto nel giugno 2016 per via di una grave malattia neurodegenerativa. Il padre, alla morte del figlio, ha voluto donare questo immobile a Sanità Più in segno di riconoscenza per le cure prestate con amore e dedizione a Stefano. Un gesto di una portata e di un significato enormi. Per rispetto verso la famiglia Franchi e in memoria di Stefano, Sanità Più ha deciso di destinare l'immobile all'apertura di un centro per anziani che oggi permette a 30 famiglie di vivere la fragilità che accompagna il proprio caro con tranquillità nella piena sicurezza di una gestione sana e umana prima ancora che altamente professionale. Ironia della sorte, l'atto vandalico ha colpito direttamente la famiglia Franchi perché l'auto del papà di Stefano che era parcheggiata vicino all'entrata del Sorriso di Stefano ha subito ingenti danni per via dell'esplosione.

Il Gruppo Telesforo sottolinea che "la squadra di manutentori ha già ripristinato i locali e sta accogliendo con il calore di sempre i nostri 30 ospiti". E conclude: "Noi andiamo avanti. Con la vostra solidarietà e con fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle forze dell'ordine e nella giustizia".

Sull'episodio e sull'esplosione della bomba all'indirizzo dell'auto del direttore del personale de 'Il Sorriso', indaga la DDA di Bari. "Cambiate vita, così non sottiene nulla" l'appello rivolto dal manager Luca Vigilante ai responsabili.

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