"L'eroe" Giuseppe Falcone, l'infermiere ad alta quota che ha salvato la vita ad un paziente: "E' stato commovente"

57 anni di Monte Sant'Angelo, l'infermiere Giuseppe Falcone il 10 settembre ha salvato la vita ad un paziente che voleva suicidarsi lanciandosi giù dal quarto piano. La testimonianza a FoggiaToday

Giuseppe Falcone riceve l'encomio

'Infermiere eroe'. Questo l'appellativo attribuito a Giuseppe Falcone, il 57enne di Monte Sant'Angelo che il 10 settembre scorso si è reso protagonista di un incredibile salvataggio, una scena da brividi accompagnata da urla strazianti, quasi surreale, drammatica, ma con un lieto fine. Una tragedia per certi versi annunciata ma scongiurata grazie al coraggio e al tempestivo intervento dell'infermiere in servizio presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.

Una storia nella storia: da una parte la disperazione di un paziente per quel dolore psicologico che lo ha spinto a tentare per ben due volte il suicidio (la prima volta aveva provato ad ingerire dell'acido muriatico); dall'altra quella dell'operatore sanitario del nosocomio foggiano, del suo istinto e coraggio, della sua determinazione, della capacità di convincere una persona fragile a desistere dal tentativo di farla finita.

Il tentato suicidio e il salvataggio

La scena si è svolta sospesa nel vuoto. Giuseppe ha una mano aggrappata alla finestra e l'altra ad un lenzuolo avvolto sul corpo dell'uomo in fase di caduta ("tenerlo era difficile, sollevarlo sarebbe stato impossibile"). Eppure, sostiene l'infermiere, "così mi sono messo in sicurezza".

Giuseppe e Rodolfo Maria (nome di fantasia), sono lì, uno aggrappato all'altro, giù c'è il vuoto. "Gli ho detto che la vita andava avanti, che non era arrivato ancora il suo turno e che non ne valeva la pena per nessuna cosa al mondo, che tutto si sarebbe sistemato".

Arrivano i colleghi, aumenta il rischio di precipitare giù, per Giuseppe di non rivedere mai più le sue figlie: "Mi diceva che voleva morire e che non aveva senso continuare a vivere, ma io non ho mollato e ho cercato di tranquillizzarlo".

Parole importanti, ma i secondi passano, la fatica comincia a farsi sentire, sul posto si precipitano vigili del fuoco e forze dell'ordine. I passanti, increduli, riprendono la scena e a momenti sembra che tutto debba venir giù. I loro corpi e la speranza.

L'operatore sanitario mantiene alta attenzione e per sua fortuna non soffre di vertigini, ha una gamba sospesa nel vuoto e un braccio dentro la stanza del reparto, il corpo sul davanzale. Il tempo stringe, l'infermiere garganico non molla e non si stacca dal paziente: "Pensaci, hai una vita davanti, non buttarla via". 

Dopo 15 interminabili minuti, finalmente l'opera di convincimento funziona. Rodolfo Maria cambia idea, torna su, scoppia in lacrime e abbraccia il suo eroe: "Grazie, grazie". "Una scena commovente" sospira al telefono Giuseppe.

Le immagini video dell'accaduto

Le parole dell'infermiere eroe

Al telefono gli chiediamo se lo rifarebbe: "Guardi, in quel momento non mi è passato nulla per la testa, ho pensato solo di salvare la vita di quell'uomo, di fare quello che ritenevo giusto e opportuno fare. Il giorno successivo mi sono svegliato e ho riflettuto sull'accaduto. Ho ripercorso quei momenti e solo allora mi sono accorto del rischio che ho corso. A mentre fredda le dico che non lo rifarei, ma a caldo sono certo che agirei alla stessa maniera". 

L'infermiere non si sente un eroe, ma veniamo a sapere che non è nuovo a gesti del genere: "Per l'azienda è un esempio da seguire" ha dichiarato il direttore generale dei Riuniti, Vitangelo Dattoli, che per l'eroico gesto gli ha rilasciato un encomio. "Non voglio pensare a come saremmo stati se non fossimo riusciti a salvare quella vita, al rientro a casa è stato bello ricevere l'abbraccio e i complimenti delle mie figlie" chiosa Giuseppe, segni particolari: "Eroe".

Il direttore Dattoli: "Gesto eroico"

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