Arrestato promotore finanziario di San Severo, truffa 5 milioni a risparmiatori

Anche Striscia La Notizia si era occupata della vicenda. Il complice di Tarollo Giuseppe Antonio si spacciava per dirigente bancario, mentre lui sul suo sito utilizzava abusivamente i loghi aziendali della banca

La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare - una in carcere ed una agli arresti domiciliari nei confronti di un promotore finanziario, tale Tarollo Giuseppe Antonio di anni 41 e un suo complice, L.M.M. di anni 43, per una truffa perpetrata a danno di ignari risparmiatori.

La vicenda è stata persino oggetto di due servizi andati in onda su Striscia La Notizia il 30 settembre e il 14 ottobre del 2011.

VIDEO 1 e VIDEO 2

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogos dauno e condotte dai finanzieri della compagnia di San Severo hanno svelato un sistema truffaldino posto in essere dal promotore finanziario sanseverese – iscritto all’albo di categoria e già collaboratore presso un istituto bancario pugliese - e dal complice.

In particolare, dalla ricostruzione delle movimentazioni bancarie, è emerso che il fenomeno - allo stato delle indagini – riguarderebbe circa un centinaio di persone truffate per una somma complessiva che supererebbe i 5 milioni di euro.

Ai risparmiatori venivano prospettati facili guadagni per indurli a versare ingenti somme di danaro per la sottoscrizione di investimenti finanziari - con capitale garantito ed elevati tassi di rendimento (cedole semestrali fino all’inverosimile 20%) - per conto dell’istituto bancario, dove tali operazioni non hanno trovato alcun riscontro.

Le vittime della truffa venivano rassicurate dell’effettuazione e dell’investimento finanziario dal complice del promotore che si spacciava per dirigente dell’istituto bancario con documentazione apparentemente rilasciata dal medesimo istituto e con mail che ne riportavano indebitamente gli elementi identificativi.

Inoltre, il promotore finanziario, utilizzando abusivamente i loghi aziendali della banca, aveva realizzato un suo sito web al quale avevano accesso i clienti per seguire l’andamento dei titoli sottoscritti, simulandone il portafoglio di investimento.

I due arrestati ed una terza persona sono stati denunciati, a vario titolo, oltre che per abusivismo finanziario (art. 166 d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 -t.u.f), per i reati di truffa, ricettazione, contraffazione di segni distintivi (art. 473 c.p.) e sostituzione di persona.

COME DIFENDERSI DA UNA TRUFFA

Si coglie l'occasione per informare tutti coloro che si accingono ad effettuare investimenti con un promotore o con altri operatori finanziari in generale, dell'esistenza di alcune regole che la legge prevede ai fini della loro tutela: prima di iniziare un rapporto di gestione dei risparmi, l'operatore finanziario è obbligato a compilare un prospetto informativo (mifid) dal quale risulta il profilo di rischio dell'investitore.

Il prospetto è costituito da un questionario nel quale il cliente dichiara tra l'altro, la propria esperienza in materia di investimenti finanziari e la sua propensione al rischio. E' importante:

Ø  Leggere bene il questionario prima della sua sottoscrizione ed è bene conoscere tutti gli aspetti legati all'operazione finanziaria che si intende sottoscrivere;

Ø  Diffidare delle promesse di rendimenti troppo elevati;

Ø  Sapere che il promotore non può e non deve mai ricevere denaro contante dal cliente; il promotore può ricevere dal cliente solo assegni bancari o circolari - non trasferibili -, intestati all'operatore per il quale opera (es, banca xx). Se vi chiede di lasciare in bianco il beneficiario dell'assegno o se vi dice di intestarglielo perché provvederà poi lui a versarlo per conto vostro, sta commettendo un'irregolarità.

Per qualunque anomalia riscontrata i cittadini possono contattare il numero di pubblica utilità "117" della guardia di finanza.

Atteso che risultano operazioni bancarie effettuate in ambiti territoriali di diverse regioni – soprattutto puglia, abruzzo e molise - le persone che hanno consegnato somme di denaro direttamente al tarollo per investimenti finanziari, per i quali si ritiene che sussistano sospetti sulla loro effettività, possono contattare la guardia di finanza di san severo.

 

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