Giulio Golia de 'Le Iene' a Giardinetto, una bomba ecologica che dura troppo tempo

Continua la battaglia di Alternativa Libera, affinché il sito venga bonificato, anche a costo d'inoltrare una formale denuncia alla Commissione Europea finalizzata all'apertura di una procedura d'infrazione comunitaria

Giulio Golia a Giardinetto

Giulio Golia de 'Le Iene' a Giardinetto, una bomba ecologica in provincia di Foggia che esiste da troppo tempo. Sono passati troppi anni - denuncia Alternativa Libera - dal 1° dicembre 2009, quando i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza, su disposizione della procura della Repubblica di Lucera, sequestrarano un’area di 340.000 mq, in cui erano stati riversati nel sottosuolo 250.000 tonnellate di rifiuti speciali e tossici, e 8 capannoni con copertura in amianto appartenenti  alla società I.A.O. s.r.l. (Industria Ambientale Organizzata).

Per questa ragione Alternativa Libera Foggia, ha inteso promuovere azioni per mantenere alta l'attenzione su questa "bomba ecologica". Per questo è stato coinvolto, tra le azioni di comunicazione, anche Giulio Golia de 'Le Iene' che, una volta consultato il materiale a disposizione, ha scelto di realizzare un servizio su questa discarica.

E' utile ricordare che la società I.A.O. s.r.l., già denominata Industria Agricola Olearia s.r.l., ha la sede operativa in agro di Troia, in località Montecalvello-Giardinetto, dove esplicava la propria attività su un fondo esteso di 70 ettari circa. Il complesso aziendale comprende alcuni locali adibiti ad uffici, capannoni per deposito di rifiuti riutilizzabili, piazzali destinati a deposito di rifiuti, un impianto di frantumazione di rifiuti provenienti dalla demolizione edile. 

L’azienda si occupava del ritiro, da varie industrie italiane, di rifiuti del tipo fanghi, ceneri di combustione, altri residui di lavorazione industriali. Durante il periodo di attività ha accumulato a detta della Procura "178 mila metri cubi (corrispondenti a circa 250 mila tonnellate fanghi), materiali misti a cemento, a benzene, a cromo esavalente, ad amianto, a vanadio, a idrocarburi e a metalli pesanti. Molti di questi prodotti sono pesantemente cancerogeni".

“Ad oggi nulla è stato fatto affinché il sito venga bonificato, malgrado lo stesso risulti nell'elenco dei siti regionali da bonificare, e ad oggi non risulta che siano partite le attività d'indagine per la caratterizzazione del sito”, afferma Marino Talia di Alternativa Libera Foggia. "Fino ad oggi si è sempre cercato di minimizzare il problema, e infatti - afferma il consigliere comunale di Foggia - Vincenzo Rizzi, non c'è nessun divieto a coltivare nelle aree confinanti con l'impianto".

"Inoltre, lo stesso torrente che raccoglie le acque di scolo dell'impianto, confluisce nel torrente Cervaro, sul quale insistono diverse importanti aree protette dal Parco Regionale dell'Incornata, al Parco Nazionale del Gargano, dove le acque del Cervaro alimentano importanti zone umide. Pertanto, Alternativa Libera, continuerà la sua battaglia affinché questo sito venga bonificato a costo d'inoltrare una formale denuncia  alla Commissione Europea finalizzata all'apertura di una procedura d'infrazione comunitaria".

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