Ecco chi era Girolamo Perna, il boss dell'omonimo clan in guerra con i Raduano ucciso a Vieste

Girolamo Perna, ritenuto a capo dell'omonimo clan, era stato vittima già di due agguati. E' stato ucciso ieri sera a Vieste

Girolamo Perna

Girolamo Perna, ritenuto al vertice dell'omonimo clan di Vieste in guerra con i rivali capeggiati da Marco Raduano, era scampato già due volte ad altrettanti agguati compiuti nei suoi confronti sempre nella città del faro.

I due agguati a Perna

Il 28 settembre 2016, mentre rientrava nella sua abitazione di campagna, in località Piano Grande, fu raggiunto da un proiettile alla gamba. In quel periodo Perna era ritenuto vicino a Giampiero Vescera, ucciso qualche settimana prima dell'agguato fallito nei suoi confronti, e anche del boss Marco Raduano (che si staccherà per formare il gruppo degli scissionisti).

Qualche mese dopo, l'11 marzo del 2017, Perna ingaggiò uno scontro a fuoco in contrada Chiesiola contro ignoti che avevano esploso al suo indirizzo alcuni colpi di pistola mentre rientrava a casa in compagnia della moglie e delle due figlie piccole. Due mesi prima erano stati uccisi Vincenzo Vescera e Onofrio Notarangelo, quest'ultimo fratello di Cintaridd. Prima ancora, nel settembre 2016, era toccato a Gianpiero Vescera.

L'arresto del capo clan

Perna fu poi arrestato nell'agosto 2017 perché in un terreno attiguo alla sua abitazione (località Piano Grande), sotto alcuni bancali di legno, i Cacciatori avevano trovato un'arma rubata nel 1995 ma tenuta in perfette condizioni, ben oleata e caricata, pronta a sparare in qualunque momento. Nel maggio del 2018 era finito in carcere poiché nonostante il regime degli arresti domiciliari cui era stato sottoposto a seguito dell’arresto per porto e detenzione di arma clandestina, aveva regolarmente incontrato presso la propria abitazione vari pregiudicati, venendo così di fatto vanificate le esigenze cautelari richiamate nel provvedimento della misura degli arresti domiciliari.

Nel marzo 2012, l'allora 21enne era stato arrestato poiché ritenuto responsabile di una rapina a mano armata compiuta nell'agosto 2011 in una gioielleria di Castelfidardo nelle Marche insieme ad un suo coetaneo.

La guerra con i Raduano

Nel settembre 2018 i sodali di Girolamo Perna - tra cui i cugini Iannoli e altri cinque soggetti - erano stati raggiunti da un'ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. di Bari. In quell'occasione emerse il piano del clan di volersi sbarazzare completamente del clan rivale, il gruppo degli scissionisti di Raduano.

Gli omicidi a Vieste

Nel frattempo, sempre nella città del faro, la guerra per il predominio del traffico di sostanze stupefacenti, dal giorno dell'uccisione di Cintaridd, ha mietuto altre vittime: Antonio Fabbiano, ucciso nell'aprile 2018, qualche giorno prima era toccato a Giambattista Notarangelo e poi a Gianmarco Pecorelli nel giugno dello stesso anno.  Nel mezzo, l'agguato fallito al boss Raduano. Il 27 luglio 2017, all'interno di un ristorante in pieno centro e sotto gli occhi della moglie e della figlia, era stato assassinato Omar Trotta. Ieri, è toccato a Girolamo Perna.

La relazione della DIA

A fotografare la situazione di Vieste, la Direzione Investigativa Antimafia nella relazione del primo semestre del 2018. Questi alcuni passaggi che riguardano lo scontro sanguinoso tra i gruppi criminali di Perna e Raduano.

"La perdita delle figure chiave del clan (e della conseguente credibilità) ha suscitato le mire di alcuni sodali del gruppo, finalizzate a rendersi autonomi e egemoni in quel territorio, soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio, anche con la collaborazione offerta da altri sodalizi dell’area. 

Nel periodo in esame si è assistita alla ripresa della faida tra il clan Raduano ed il gruppo Iannoli-Perna, entrambi emergenti, in passato inseriti nella famiglia dei Notarangelo. Proprio nella loro cruenta contrapposizione si inquadrano i numerosi fatti di sangue avvenuti a Vieste. 

Gli eventi descritti avvalorano, a Vieste, l’ipotesi di un bipolarismo criminale, sempre meno contingente e più sistematico, che sembrerebbe indurre anche i gruppi criminali del triangolo Monte Sant’Angelo, Manfredonia e Mattinata a prendere posizione, spinti dall’interesse ad individuare la nuova leadership con cui schierarsi e interagire in quell’area: il clan Li Bergolis (di Monte Sant’Angelo) schierato con il gruppo dei Perna-Iannoli, mentre il clan Romito-Gentile (di Manfredonia) con i Raduano, suffragata dagli esiti di diverse attività investigative e giudiziarie".

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