Lo strano 'Caso' del giardiniere ‘assenteista’: licenziato due volte, ma potrebbe tornare al suo posto

Si tratta di Giovanni Caso, ex dipendente del comune di San Paolo di Civitate. Una situazione ingarbugliata che prova a spiegare l’avvocato difensore dell’uomo, Dionigi Neri

Il Comune di San Paolo di Civitate

Pensate che sia sufficiente essere colti per due volte consecutive mentre vi assentate dal lavoro per essere licenziati? Ebbene no, nel pubblico impiego non parrebbe proprio così. E questo al netto di leggi e decreti, anche recenti, finalizzati ad accelerare l'iter sanzionatorio. Il pachiderma della Pubblica Amministrazione è sempre lì, spesso impacciato e sonnolento. E se a questo aggiungiamo il doppio percorso, quello penale, che comunque le faccende di assenteismo devono seguire, beh: il cortocircuito potrebbe essere servito.

Giovanni Caso, il dipendente del verde pubblico licenziato


È il caso di Giovanni Caso (nomen omen), ex dipendente del Comune di San Paolo di Civitate. Addetto al verde pubblico, è stato arrestato per ben due volte. Una nel 2014 quando, Carabinieri e Polizia Municipale, mediante indagine congiunta, accertarono la bellezza di 76 episodi di assenteismo (negli anni 2013-2014); la seconda nel novembre 2016, quando sotto accusa finì una manciata di giornate. Ebbene, nel primo caso l'uomo ha patteggiato 10 mesi di detenzione (pena sospesa) più una sanzione pecuniaria per truffa aggravata; per la seconda, l'iter giudiziario è ancora in via di espletamento.

La nullità del provvedimento, il ricorso accolto

Si dirà: acclarata l'accusa, sarà ormai definitivo anche il licenziamento. No. Perché se è vero che l'iter penale fa il suo corso, quello amministrativo ne fa un altro. E, nel primo caso, l'ufficio procedimenti disciplinari del Comune ha sforato i tempi  dettati dalla legge per comminargli la sanzione: 120 giorni il licenziamento con preavviso, il Comune, invece, andò oltre termine per "impossibilità di costituire il Collegio". Motivo per cui di recente l'avvocato dell'uomo, Dionigi Neri,  si è visto accogliere dalla Corte d'Appello di Bari il ricorso in secondo grado per nullità del provvedimento (e, la beffa, condannando la PA al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio). Cosa accade ora? La vicenda si fa contorta. Se si fosse fermato ad un solo arresto, questa sentenza avrebbe comportato il reintegro di Caso; tuttavia, essendo sopraggiunto un secondo arresto - on, questa volta, licenziamento in tronco da parte del Comune di San Paolo-, l'ente potrebbe soccombere in un nuovo ricorso da parte dell'avvocato Neri per "sproporzione della sanzione amministrativa rispetto al reato".

Le spiegazioni dell’avvocato Dionigi Neri

"Nel pubblico impiego - ci spiega, infatti, il legale - le sanzioni hanno una gradualità ben precisa che va dall'ammonimento fino al licenziamento in tronco. Nel mezzo il licenziamento con preavviso di 4 mesi. Ebbene, essendo stato dichiarato nullo il licenziamento con preavviso applicato a Caso dall'ente, il Comune potrebbe ora vedersi annullare anche quello in tronco effettuato per, sostanzialmente, difetto di gradualità".

Cosa potrebbe accadere

Insomma, una sorta di paradossale e grottesco gioco dell'oca di cui è responsabile, ovviamente, l'ente che, nel primo caso, ha perso troppo tempo per licenziare il dipendente. Caso ora è a casa, non lavora. Ma l'avvocato Neri promette ricorso contro il licenziamento in tronco del suo assistito. E se il secondo arresto dovesse vederlo soccombere in Tribunale, il Comune potrebbe probabilmente vedersi costretto a rifare tutto il procedimento disciplinare daccapo. Insomma, paradossi della PA. In barba a qualsivoglia legge anti-assenteismo.

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