Il gennaio nero della Capitanata: lacrime e tanta paura, tra bombe e morti sulle strade

Cinque vittime della strada, un omicidio e una battuta di caccia terminata in tragedia. Furti nelle scuole, bombe alle attività commerciali ma anche due taglieggiatori arrestati

Il 2019 a Foggia era iniziato con i migliori auspici. Nessun “bollettino di guerra” era stato registrato nella notte di capodanno, l’incipit di un ‘gennaio’ che si sperava positivo. Tutt’altro. Il primo mese dell’anno ha inanellato una serie di gravi eventi che hanno flagellato la Capitanata in lungo e in largo. Tante vite spezzate, tante lacrime e tanto sangue sulle strade. Ma anche tanta paura, con la criminalità che ha alzato prepotentemente la testa con bombe, furti sfacciati e rapine prepotenti.

La parte bella di Foggia e della Capitanata

Sul fronte degli incidenti stradali, gennaio segna un triste primato: cinque vittime (alcune giovanissime) in tre gravissimi incidenti stradali avvenuti nel giro di 10 giorni. Il 2 gennaio, un incidente mortale lungo la Provinciale 30 che collega Torremaggiore a San Severo ha causato la morte di un 42enne di Torremaggiore. Si tratta di Nicola Maiorano, deceduto a seguito di un violento tamponamento tra due autovetture. Qualche giorno dopo, un altro grave incidente ha causato altre due vittime. Stiamo parlando dell'impatto avvenuto alle porte di Foggia, lungo la Statale 16 Foggia - San Severo: nell'impatto tra tre autovetture hanno perso la vita Salvatore Protano, 50enne di Foggia, dipendente della Barilla e Maria Triggiani, dottoressa 59enne della Guardia medica di Deliceto. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato quello di via dei Mandorli a Cerignola: giovanissime le due vittime, Agostino Antonacci e Aurora Traversi, due ragazzi che avrebbero compiuto 18 e 16 anni quest'anno, mentre una 14enne è rimasta ferita. Il conducente dell’auto, illeso, è stato accusato di omicidio stradale.

Sangue e lacrime anche ad Apricena, dove a seguito di un terribile incidente di caccia, ha perso la vita il 57enne Giovanni Squarcella, originario di San Giovanni Rotondo, ucciso da un pallettone esploso da un amico cacciatore (denunciato per omicidio colposo) durante una battuta di caccia al cinghiale. L’uomo è morto sul colpo. Il primo omicidio dell’anno, invece, si è verificato a Trinitapoli, nella vicina Bat. La vittima è il 40enne sorvegliato speciale Pietro De Rosa, ucciso in un agguato avvenuto in pieno giorno, in via Aia mentre era in auto con un altro uomo, ferito alla spalla e all’addome da 7 proiettili. De Rosa è ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice del gruppo criminale Miccoli-De Rosa operante a Trinitapoli e nei comuni del Cerignolano e basso Tavoliere. L’uomo era stato arrestato all'alba del 22 gennaio 2015 dai carabinieri del comando provinciale di Foggia, nell’ambito dell'operazione Babele'.

“Terremoto” nei comuni di Manfredonia e Cerignola, lo scorso 9 gennaio, per l’insediamento “a sorpresa” delle commissioni antimafia, che dovranno accedere a tutti gli atti delle amministrazioni targate rispettivamente Riccardi e Metta, per verificare la presenza di eventuali anomalie e “sintomi” di possibili infiltrazioni/pressioni mafiose su gare d’appalto e altre attività della macchina amministrativa. La commissione lavorerà per tre mesi (rinnovabili di altri tre) prima di emettere il “verdetto” e decidere se la 'mala' abbia allungato le mani anche su due tra i maggiori comuni del Foggiano, come già accaduto a Monte Sant’Angelo e Mattinata. Proprio qui, sul Gargano, sono stati messi a segno importanti azioni di ripristino della legalità, con sequestri di beni, di aree demaniali e, da ultimo, del porticciolo di Mattinatella.

Ma gennaio è anche il mese delle bombe, quelle piazzate ai danni di attività commerciali di Foggia. Tre episodi in meno di due settimane hanno scosso la città e l’opinione pubblica. L’ultima, in ordine di tempo, si è verificata nella notte tra il 29 e 30 gennaio al Villaggio Artigiani. Nel mirino della criminalità è finito il punto vendita ‘Euronics’ del quartiere produttivo di Foggia. Pesantemente danneggiato lo store, l’atto dinamitardo segue di pochi giorni gli arresti degli agenti della squadra mobile di Foggia, che nelle ultime settimane hanno messo a segno due arresti (uno in flagranza di reato, l'altro su ordinanza di custodia cautelare) a carico di altrettanti soggetti, ritenuti vicino alla criminalità organizzata, accusati di tentata estorsione ai danni di commercianti della zona.

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Ma il discorso esula dal solo ‘Villaggio Artigiani’: altri due ordigni sono stati “riservati” infatti anche al negozio ‘Esteticamente’ di via Lucera (che ha subito due attentati dinamitardi in 100 giorni) e all’emporio ‘Asia’ in via Miranda. Dalle bombe reali a quelle immaginarie il passo è breve e la ‘psicosi’ è dietro l’angolo. Così due allarmi per ‘pacchi sospetti' sono scattati davanti a due istituti scolastici della città: è successo davanti alle scuole ‘Altamura’ e ‘Parisi’ dove la presenza di ’24 ore’ e ‘trolley’ ha fatto scattare il piano d’emergenza: strade transennate, edifici evacuati, artificieri sul posto per poi verificare che i bagagli in questione erano vuoti.

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Nel corso del mese, le scuole sono tornate prepotentemente alla ribalta della cronaca anche per la preoccupante sequela di furti, tentato o consumati, e irruzioni di vandali e malintenzionati senza scrupoli che si sono introdotti nelle strutture anche in presenza dei piccoli alunni. E’ il caso della scuola materna ‘Angela Fresu’ di via Consagro che ha contato ben due episodi analoghi, l’ultimo dei quali proprio questa mattina. Una ‘emergenza’ che ha spinto i genitori ad una raccolta firme prima, e il sindaco di Foggia poi ad optare per un servizio di vigilanza davanti alle scuole comunali.

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