Criminali spietati, ma gastronomia svaligiata riapre dopo il furto da 30mila euro: "Non ci fermiamo per la nostra gente"

'Mba Ndonio, salumeria gastronomia di via Checchia Rispoli a San Severo, riapre i battenti dopo il furto di salumi, formaggi, viveri vari, pari a circa 30mila euro

"Buongiorno a tutti! volevamo ringraziarvi per l'enorme solidarietà dimostrataci tra commenti, telefonate e messaggi. Ringraziando in particolar modo, aziende, amici, rappresentanti e colleghi, in particolar modo Franco Catalano. Ne approfittiamo per dire che siamo aperti al pubblico, sia per salumeria, sia per consegne a domicilio che ricordiamo essere gratuito. Come sempre ci rimettiamo a disposizione di San Severo per far sì che tutti possano essere soddisfatti nel miglior modo possibile. Restate a casa che al resto ci pensiamo noi!". Questo il commento comparso sulla pagina Facebook di 'Mba Ndonio', la salumeria-gastronomia di via Checchia Rispoli oggetto di un furto ingente di prodotti pari a 50mila euro, di cui 10mila recuperati. 

"Non potevamo fermarci. Abbiamo deciso di riaprire subito e metterci al lavoro per aiutare i nostri concittadini in questo momento di difficolta'" dichiara Altomare, dipendente dell'attività commerciale, all'agenzia Dire.

"Nella notte tra sabato e domenica scorsa infatti, ignoti hanno divelto le saracinesche della gastronomia che si trova nel centro di San Severo e hanno fatto razzia di salumi, formaggi e vino. "Hanno portato via circa 30mila euro di prodotti: 50 pezzi di prosciutto crudo, forme di caciocavallo, grana e diverse bottiglie di vino. Per fortuna grazie ai carabinieri abbiamo recuperato 10mila euro tra grappe e merendine", riporta Alessandro che nell'azienda fondata nel 1958 ha iniziato a lavorare negli anni Ottanta. La refurtiva è stata trovata in un furgone abbandonato in campagna dagli autori del furto che inseguiti da una pattuglia hanno preferito darsi alla fuga a piedi.

 "Si tratta di un fatto che non ha a che fare con la fame perchè aiutiamo una delle associazioni impegnate nella distribuzione di beni di prima necessità e molte cose avanzano - sostiene Alessandro - si tratta di criminalità organizzata che forse, visto il periodo, preferisce smerciare altro tipo di roba".

 "Dobbiamo ringraziare la gente, i nostri dipendenti, i nostri clienti e qualche azienda che ci ha subito dato una mano - dicono i coniugi - Ricominciare era non solo un modo per dare un contributo al nostro paese con le consegne a domicilio e l'aiuto a chi vive in condizioni di bisogno ma anche per far capire che certi gesti spudorati non fermano la solidarieta'".  Cosa servirebbe? "Vorremmo chiudere prima le nostre attività ma deve disporlo il Comune. Sarebbe un modo per evitare di restare qui fino a tarda sera in balia di malintenzionati", concludono"

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FONTE: (Adp/Dire)

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