Strozzata dai debiti tenta il suicidio, indagini scoperchiano giro di usura con tassi da capogiro: quattro arresti

Quattro persone sono state arrestate dalla polizia, questa mattina, a Foggia, per il reato di usura: prestavano denaro a liberi professionisti e piccoli commercianti pretendendo interessi a tassi usurari fino al 580%

La conferenza stampa

Le indagini sono partite dal tentato suicidio di un piccolo esercente foggiano, nel gennaio del 2016, talmente disperato per le sue condizioni economiche da arrivare a pensare di togliersi la vita. A pesare ancor di più, sulle sue già precarie finanze, i debiti contratti con alcune persone che gli avevano prestato denaro applicando però interessi usurari con tassi da capogiro. Le indagini condotte dagli agenti della squadra mobile di Foggia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia nell'ambito dell'operazione "Imperial", hanno permesso di ricostruire un giro di usura che, nel tempo, aveva coinvolto numerosi foggiani, per lo più piccoli imprenditori, professionisti e commercianti foggiani. Per il fatto, questa mattina, quattro persone sono state arrestate con una accusa pesantissima: reato di usura.

La telefonata tra la vittima e l'usuraio

Si tratta di Aniello Palmieri, pregiudicato per reati associativi di stampo mafioso, di 62 anni, di Francesco Lioce di 51 anni e di Antonio Battiante, classe 1960. Per loro è stata disposta la misura degli arresti in carcere. Ai domiciliari, per il suo stato di incensuratezza, invece, Gaetano Carella, classe 1955. Le indagini di polizia, svolte con l’ausilio degli agenti della Polizia Giudiziaria della Procura, hanno permesso di ricostruire - a partire dal tentativo di suicidio di una delle vittime dei quattro aguzzini - una situazione debitoria cui l’esercente si era esposto da ormai 8 anni, ovvero dal 2008. A fronte di migliaia di euro ricevuti a titolo di prestito nei vari anni, infatti, lo stesso aveva dovuto versare interessi ad un tasso usurario che oscillava tra il 30% ed il 580%.

Nell’ambito dell’indagine, fondata su varie attività tecniche, tra cui importanti intercettazioni telefoniche, è emersa la posizione debitoria di altre vittime, fra liberi professionisti, piccoli imprenditori e operanti nel mondo della scuola, anche loro costrette a versare interessi  che superavano notevolmente il tasso soglia limite stabilito dalla legge. A riscontro delle attività tecniche, particolarmente importanti si sono rilevate le dichiarazioni collaborative delle vittime usurate, nonché la copiosa documentazione sequestrata negli immobili nella disponibilità degli indagati.

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