Grandine in Capitanata, produzione compromessa fino al 70%. Cia: "Rivedere sistema assicurativo"

I nubifragi dei giorni scorsi hanno devastato pomodori, asparagi, ceci, vite e seminativi. “Chiediamo sopralluoghi immediati e lo stato di calamità naturale”

Grandinata in agro di Lucera

Le violente grandinate che si sono abbattute sul Tavoliere e sui Monti Dauni (il 3, il 5, l’8 e il 10 maggio) hanno martoriato intere colture: ad avere la peggio sono stati pomodori, asparagi, ceci, vite, cipolla da seme e seminativi. Danni ingenti anche a frutteti, pesche e percoche, mandorli e olivi pesantemente colpiti dalle gelate e dalla neve del 27 febbraio.

"Le imprese, a una prima sommaria conta, registrano perdite fino a oltre il 70% della produzione - spiega il presidente CIA Capitanata, Michele Ferrandino - Dopo le gelate dei mesi scorsi, gli agricoltori hanno perso raccolti e frutti in fase di maturazione. Chiediamo che venga proclamato quanto prima lo stato di calamità naturale”. “Va rivista l’attuale normativa sulle assicurazioni agevolate, le imprese attendono ancora i contributi sulle polizze agevolate dell’anno 2015. Chiediamo subito i sopralluoghi nelle zone interessate e lo stato di calamità naturale”, ha aggiunto Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata.

CIA Capitanata è impegnata da più di una settimana nel monitoraggio delle aziende colpite e nella stima dei danni. Grossi chicchi di ghiaccio sono caduti in agro di Lucera, in località Torre Bianca, a Foggia, nelle campagne di via Napoli e di via Sprecacenere, a Troia, e poi a Biccari e Alberona, specie nella zona di Tertiveri. Il maltempo non ha risparmiato nemmeno le coltivazioni di grano, fave, avena ed orzo. Le piogge hanno assunto carattere di nubifragi nel resto della provincia: i campi di Orta Nova sono stati letteralmente sommersi dall'acqua. Ortaggi, vigneti e frutteti sono stati pesantemente colpiti e gli asparagi sono stati resi inutilizzabili per la lavorazione. Problemi anche a San Severo e nell’agro di Rignano.

"Le precipitazioni tanto auspicate non sono una manna dal cielo quando si trasformano in fenomeni di portata eccezionale. Una delle più grandi sfide che il mondo agricolo si trovi oggi ad affrontare è rappresentata proprio dai cambiamenti climatici - afferma il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - L'impatto e gli effetti stanno assumendo ormai contorni devastanti. L'aumento dell'intensità degli eventi meteorologici estremi è ormai sotto gli occhi di tutti: la ciclicità è impazzita e le stagioni non sono più quelle che avevamo imparato a conoscere. Il tema delle calamità non può essere affrontato con normative ormai obsolete, che non sono in grado di rispondere a fenomeni sempre più violenti e di ristorare in tempi rapidi i produttori. Il sistema assicurativo va ripensato e gli interventi tampone non possono più sopperire alla necessità di misure strutturali che supportino gli agricoltori davanti al costante e frequente rischio di veder sfumare in pochi minuti i propri sacrifici".

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