Rapinatore foggiano tradito da un desiderio focoso: "Sei bella, vorrei conoscerti": Così i carabinieri hanno incastrato Pasquale

Pasquale Tullo è stato rintracciato dai carabinieri di Acqui Terme a bordo di un treno e sottoposto a fermo. E' accusato di essere l'autore della rapina a un ufficio postale. Incastrato anche dalla testimonianza di una donna alla quale il foggiano aveva lasciato un biglietto

Ha un nome ed un volto il presunto autore della rapina commessa nel giorno di San Valentino ai danni dell’ufficio postale di Via Ermenegildo Trucco ad Acqui Terme. Al termine di articolate indagini, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Acqui Terme sono riusciti dapprima a identificarlo e, successivamente, a rintracciarlo a bordo di un treno che, dalla Stazione ferroviaria di Alessandria, lo avrebbe portato a Torino e da lì chissà dove.

L’uomo, Pasquale Tullo, 41enne foggiano, residente a Torino ma di fatto senza una fissa dimora, noto alle Forze dell’Ordine per i suoi trascorsi che lo hanno visto peraltro coinvolto in analoghi reati, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto: molteplici gli indizi a suo carico; concreto il rischio che potesse rendersi irreperibile ed anche reiterare la condotta criminosa.

I Carabinieri di Acqui Terme sono giunti a lui a seguito di una certosina attività info-investigativa che li ha visti impegnati sin dai momenti immediatamente successivi al fatto. Le telecamere di videosorveglianza dell’ufficio postale e le testimonianze raccolte dai dipendenti e da altri testimoni, nell’evidenziare come il rapinatore avesse agito a volto scoperto, avevano subito fatto ritenere che non si trattasse di un criminale del luogo, facilmente riconoscibile sia da eventuali acquesi che dagli stessi Carabinieri, ma di una persona di proveniente da fuori. Inoltre la velocità del colpo e la “tranquillità” del malvivente ripresa dai filmati facevano ritenere altresì che l’uomo fosse verosimilmente uno “avvezzo” a tali condotte e, in tal senso, molto probabilmente già noto in ambito criminale.

Partendo da tali considerazioni, i Carabinieri di Acqui hanno quindi subito ipotizzato che l’uomo, provenendo da fuori città e quindi quasi certamente senza “appoggi logistici”, avesse trascorso del tempo in zona, magari per effettuare dei sopralluoghi nei pressi dell’ufficio postale. Pertanto i militari hanno proceduto alla ricerca ed all’acquisizione di tutta una serie di filmati ripresi dai sistemi di sorveglianza presenti lungo i possibili itinerari seguiti dal  malfattore non solo su strade pubbliche (per verificare la presenza di un automezzo di supporto o comunque per monitorare i movimenti), ma anche all’interno di locali pubblici come bar, tabaccherie e supermercati.

Proprio dalla visione di uno di questi filmati è emersa la presenza di Tullo in un bar di Acqui alcune ore prima della rapina. In quel frangente si vedeva chiaramente l’uomo conversare con una donna seduta ad un tavolo e poi allontanarsi. Rintracciata, la donna ha ricordato l’incontro con quello sconosciuto che aveva tentato un approccio lasciandole addirittura il numero di telefono per farsi richiamare ed un nome, Pasquale.

Le ricerche immediatamente avviate hanno consentito di localizzare in un primo tempo l’uomo in Calabria e, successivamente, in movimento diretto verso il Nord Italia. Nel frattempo i Carabinieri, visionando i vari filmati dei sistemi di videosorveglianza, avevano localizzato un appartamento che poteva essere stato utilizzato quale base dall’uomo. La perquisizione, effettuata assieme al proprietario, consentiva di rinvenire il coltello verosimilmente utilizzato dal rapinatore nell’ufficio postale di Acqui, alcuni abiti usati da questi proprio quel pomeriggio e della documentazione che riconduceva l’utilizzo dell’alloggio in questione proprio a Pasquale Tullo.

A quel punto i militari acquesi predisponevano accurati servizi di osservazione sia nei pressi dell’appartamento che presso le Stazioni ferroviarie della zona. Il Tullo, dopo un peregrinare tra Genova ed Alessandria, veniva alfine rintracciato nei pressi del binario dal quale stava per partire un treno diretto a Torino. Sono ancora in corso accertamenti volti ad accertare l’esistenza di eventuali complici che potrebbero aver favorito, anche solo nella fuga, il 41enn

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