San Paolo di Civitate: il Tar censura pubblicità di “Fiorella del Gargano”

Fondato il ricorso della Coldiretti Foggia sulla pubblicità, ritenuta ingannevole, del formaggio prodotto nel Comune del Nord Tavoliere. Salcuni: "Zona geografica che nulla ha a che vedere con la provenienza del prodotto"

Coldiretti

Con la sentenza numero 8553/2011 dell’8 novembre u.s., il T.A.R. del Lazio ha riconosciuto la fondatezza del ricorso presentato da Coldiretti Foggia contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (cd. Antitrust)  e da quest’ultima  ritenuto in prima istanza infondato, ai fini della censura della pubblicità, ritenuta ingannevole, relativamente a un formaggio prodotto nel Comune di San Paolo di Civitate (Comune del nord Tavoliere) e denominato “Fiorella del Gargano”.

Il Tribunale ha innanzitutto condiviso il rilievo secondo cui la denominazione di un prodotto  “ha una inequivocabile funzione semantica” evocando, nel caso del formaggio in questione,  "in maniera appunto ingannevole", la provenienza del prodotto da una specifica area di produzione come il Gargano, che in quanto area ambientale protetta e regione geografica di lunga tradizione casearia,  può evocare nel consumatore una percezione di  prodotto di qualità superiore rispetto ad analoghi prodotti realizzati in un luogo diverso con materie prime di diversa provenienza.

Con questo ricorso – ha dichiarato il Direttore di Coldiretti Foggia, Sergio Donnini abbiamo voluto mettere in evidenza come l’origine di un prodotto agricolo, essendo un coacervo di elementi materiali ed immateriali capaci di generare maggiore affidabilità e desiderabilità da parte del consumatore, sia in questi ultimi tempi  un “cavallo di Troia” adottato da tante aziende  che in questo modo intercettano impropriamente ed in maniera ingannevole la crescente domanda di alimenti tipici e di qualità, fortemente connotati sotto il profilo della provenienza geografica da aree che evocano aspettative di benessere, qualità e adozione di stili di vita sani.”

Ecco perché – riferisce il Presidente di Coldiretti Foggia Salcuni – abbiamo ormai da diversi anni perorato la causa dell’obbligo della etichettatura di origine per i prodotti agroalimentari, ottenendo all’inizio di quest’anno una legge “bipartisan” approvata dal Parlamento. E’ evidente, prosegue Salcuni, che nel caso in specie si tratta comunque di prodotto italiano, però ci sembra in ogni caso importante che il TAR abbia ribadito il concetto secondo cui non si può trarre in inganno il consumatore evidenziando nella denominazione dei prodotti agroalimentari una zona geografica che non ha nulla a che vedere con la reale provenienza sia del prodotto stesso che della materia prima con cui quel prodotto è fatto.

Questa sentenza – conclude Salcuni – unitamente alla  regolamentazione comunitaria che sarà pubblicata domani e riguardante l’obbligo di nuove e più chiare indicazioni nutrizionali da riportare in etichetta, costituisce un importante riferimento per il consumatore e per la sua sicurezza alimentare”.


 

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