Ex Distretto Militare, un abuso ventennale che rischia di costare il carcere agli ex dirigenti comunali

La Procura ha chiesto complessivi cinque anni di carcere per Corvino e Biagini. Chiesta invece l'assoluzione per Potito Belgioioso che si attivò per mettere fine allo scempio

Due condanne a complessivi cinque anni di carcere per gli ex dirigenti comunali dei Lavori Pubblici, Biagini e Corvino, e l’assoluzione di un altro ex dirigente, Potito Belgioioso. Sono le richieste della Procura formulate lunedì scorso nel corso dell’udienza del processo “Riconquista” sui fatti dell’ex Distretto militare di Foggia, che si sta celebrando con rito abbreviato. La sentenza è attesa tra un mese.

La vicenda, come si ricorderà, è quella inerente la Caserma Oddone e l’occupazione abusiva degli immobili perpetratasi per un ventennio, senza che nessuna azione amministrativa intervenisse a mettere fine allo scempio; al contrario, l’ente comunale ne ha sostenuto in via “strutturale” le spese per utenze mentre gli occupanti dei locali lievitavano dai 13 nuclei del 2000, lì alloggiati “temporaneamente” all’esito di un sgombero comunale, ai 35 del 2015, quando è intervenuta una operazione della Guardia di Finanza e la contestazione di una serie di reati“. Sulla vicenda indaga anche la Corte dei Conti.

Gli imputati sono accusati di abuso in atti d’ufficio e falso perché – la ricostruzione dell’accusa- avrebbero indotto in errore l’Ufficio Finanziario di Corso Garibaldi facendo addebitare per anni all’ente Comune le bollette di luce, gas e acqua delle famiglie, ritenute abusive.

Il pm ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione di Fernando Antonio Biagini, dirigente pro tempore del servizio Lavori pubblici dal 2011 al 2014, e due di reclusione per Ferdinando Corvino, che fu dirigente dello stesso settore dal 2009 al 2010.

Chiesta l’assoluzione, invece, per il terzo ex dirigente, Potito Belgioioso . Ai lavori pubblici dal 2014 al 2015, Belgioioso, infatti, si attivò per far staccare l’energia elettrica a quegli inquilini che non avrebbero pagato di tasca propria l’Enel e si attivò per l’installazione di contatori singoli.

Il Comune si è costituito parte civile. I difensori chiedono l’assoluzione degli ex dirigenti, che sarebbero stati – la ricostruzione della difesa- null’altro che esecutori materiali di una volontà politica. E che gli imputati si siano allineati alle scelte politiche dell’ente – ha rimarcato la difesa - l’hanno detto il Tribunale del riesame di Foggia che a dicembre 2016 dissequestrò i 360mila euro di beni dei tre ingegneri cui erano stati posti i sigilli in occasione del blitz «Riconquista» di Procura e Guardia di Finanza del 15 novembre 2016; e lo ribadì la Corte di Cassazione che nell’estate del 2017 respinse il ricorso della Procura contro il dissequestro.

 Accanto all’inchiesta penale, ce n’è una seconda contabile, avviata dalla Corte dei conti a carico anche di un altro ex dirigente, Matteo Ercolino.

Corte dei Conti: Belgioioso assolto, accolte le tesi difensive degli altri

Il 17 ottobre scoro il giudice della sezione Giursdizionale per la Puglia della Corte dei Conti Nicoletta Quarato ha rigettato il ricorso e confermato i sequestri patrimoniali per Biagini, Corvino ed Ercolino, ridimensionandone parzialmente l’entità, ma ha fatto cadere completamente le accuse nei confronti di Potito Belgioioso, unico ad essere “assolto”. “Sembra ragionevole quanto rappresentato dalla difesa circa la diversità della posizione del Belgioiso rispetto a quella degli altri dirigenti – aveva scritto il giudice -. Egli, infatti, fino all’aprile del 2014, era estraneo alla struttura, non conosceva la complessa vicenda relativa all’occupazione della ex Caserma Oddone e, una volta effettuata la ricognizione analitica delle utenze attive da cessare, ha richiesto l’installazione di nuovi contatori per le singole utenze familiari di energia e acqua”. Una “assoluzione” che potrebbe avere positivi riverberi anche in sede penale per Belgioioso.

Il 22 novembre 2018, a seguito del reclamo proposto dagli avvocati Michele Vaira e Francesco Paolo Bello, la Corte dei Conti, in composizione collegiale, ha accolto in pieno la tesi difensiva degli altri, ampiamente suffragata da prove documentali, secondo la quale i tre dirigenti si sono limitati ad eseguire la volontà dell’Ente.

Nella motivazione si legge: «dalla documentazione in atti già dal primo grado, e qui riproposta dai reclamanti, si evince la risalente conoscenza, da parte del comune di Foggia, della situazione di perdurante accollo a sè dei costi delle utenze delle famiglie occupanti l’ex caserma, di guisa da non sembrare sussistere, perlomeno in sede di sommaria delibazione, quel doloso occultamento del danno».

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