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Mattarella "libera" Herdonia: sito archeologico verso il rilancio, ma i Cacciaguerra promettono battaglia

A sbloccare (almeno per il momento) il cortocircuito burocratico creatosi attorno ai 24 ettari di terreno di proprietà della famiglia Cacciaguerra, è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

 

Dopo 19 anni di stop, il cantiere archeologico di Herdonia, nel Foggiano, potrebbe presto riaprire i battenti. Ed inaugurare una nuova stagione di fermento culturale, come quei quarant’anni che, dal 1962 in poi, permisero di portare alla luce importantissime testimoniante storiche celate sotto 4 ettari di terreno, in agro di Ordona

A sbloccare (almeno per il momento) il cortocircuito burocratico creatosi attorno ai 24 ettari di terreno di proprietà della famiglia Cacciaguerra, è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che - respingendo l’ultimo ricorso presentato in merito all’esproprio del sito - definisce l’intera area proprietà del demanio, quindi pubblica. “Tutta l’area archeologica, compresa quella già scavata e visibile, è ora pubblica”, puntualizza soddisfatto l’archeologo Giuliano Volpe. “Nella sua interezza, il sito potrà diventare un importante luogo di ricerca, e quindi valorizzato, restaurato e recuperato da quel degrado cui è stato colpevolmente condannato per tanto tempo”.

Sui 24 ettari totali, infatti, ce ne sono 20 ancora tutti da indagare: “C’è tutta una città da scavare: se in 40 anni di studio sono stati indagati 4 - 5 ettari, abbiamo avanti a noi una stagione di 150 anni di scavi, alternando intere generazioni di archeologici”, continua Volpe, che prefigura già i possibili sviluppi: “Herdonia può tornare ad essere un grande cantiere-scuola per ricerca, formazione e conoscenza, con un parco archeologico con servizi moderni, tale da creare opportunità di sviluppo economico e turismo culturale in rete con gli altri siti del territorio: Foggia, Ascoli Satriano, Siponto”.

Frena, però, gli entusiasmi Ambretta Cacciaguerra, proprietaria del sito, che da anni si oppone strenuamente all’esproprio: “Il Presidente della Repubblica ha respinto il ricorso, che si fondava sulla pubblica utilità dell’esproprio, non ritenendo di poter entrare nel merito delle modalità di gestione del sito”, spiega. Per lei, l’esproprio è un atto del tutto superfluo, se non inutile, in considerazione del fatto che per 40 anni, sono stati condotti lavori di scavo, restauri e visite nonostante la proprietà privata vigente. Il rischio, per la famiglia Cacciaguerra, è che Herdonia possa finire nel novero di altri importanti siti del territorio, a suo dire mal gestiti e mal tutelati dallo Stato. Per questo, minaccia ancora battaglia: “Se possibile, ricorrerò anche in sede comunitaria” | IL VIDEO

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