Mare inquinato a Siponto, esposto in Procura di 'Manfredonia Nuova': "Vogliamo i responsabili"

La richiesta al Ministro Costa: "Commissariamento della gestione dei depuratori delle città più popolose (Foggia, San Giovanni Rotondo, Manfredonia) per soprintendere alla gestione dei depuratori affidati ad Aqp"

Siponto, nei pressi del Torrente 'Candelaro'

Il “grave stato di inquinamento del mare” riscontrato in alcuni tratti di spiaggia in località Siponto, nel Manfredoniano, finisce sui banchi della Procura. Una lettera-denuncia è stata, infatti, inviata da Arianna Amodeo, presidentessa dell'associazione politico-culturale ‘Manfredonia Nuova’ al Procuratore di Foggia e al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Nella lettera si chiede “l’accertamento delle responsabilità del grave inquinamento del torrente Candelaro e del Golfo di Manfredonia causato dal malfunzionamento dei depuratori di Manfredonia e dei comuni della provincia che scaricano i reflui non trattati nel Candelaro. L’inquinamento del mare da streptococchi e coliformi fecali rilevati dall’Arpa a metà agosto, in piena stagione balneare – si legge nel documento - ha indotto l’Amministrazione di Manfredonia ad emettere un divieto di balneazione nei pressi della foce del Candelaro”.  Inoltre, si chiede al Ministro Sergio Costa il "commissariamento della gestione dei depuratori almeno delle città più popolose (Foggia, San Giovanni Rotondo, Manfredonia) per sopperire e soprintendere  alla buona gestione dei depuratori affidati all’Acquedotto Pugliese".

Mare inquinato a Siponto: Aqp si difende, Riccardi all'attacco

Tutto ciò, sottolineando come "l’Ente Comunale di Manfredonia ha emesso il divieto in oggetto solo in presenza di una situazione di gravissimo ed evidente inquinamento del mare, che agli occhi dei frequentatori della spiaggia di Siponto si presenta da ferragosto come una grande pozzanghera melmosa, marrone, piena di alghe putrescenti, con schiuma maleodorante". Un inquinamento "pesantemente confermato nelle analisi Arpa di agosto 2018 con valori di inquinamento biologico e fisico tali da indurre il Comune a vietare la balneazione in circa 800 metri di costa, coinvolgendo diversi stabilimenti balneari e compromettendo così la stagione turistica in danno degli ignari cittadini e degli operatori turistici che si vedono mettere a rischio il futuro degli investimenti ed il lavoro".

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