Minacce e falsa beneficenza: in Procura la verità dietro le raccolte fondi per Amatrice

Gravissime le accuse mosse da una decina di (ex) volontari dell'associazione di Protezione civile “I falchi” che intendono costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale a carico dell'associazione foggiana

Immagine di repertorio

Minacce, emolumenti mai percepiti, falsa beneficenza, sparizione di mezzi, denaro e vestiario per i terremotati di Amatrice di cui non si conosce la reale destinazione. Sono pesanti le denunce che una decina di (ex) volontari dell'associazione di Protezione Civile “I falchi” inviano, tramite atto giudiziario, alla Procura della Repubblica di Foggia, al Dipartimento di Protezione Civile regionale e al Capo dipartimento nazionale, Fabio Curcio, chiedendo di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale a carico dell'associazione foggiana.

Nelle pagine che abbiamo potuto visionare c'è di tutto di più. Una quantità di materiale impressionante che mette sotto accusa anni di gestione “allegra” dell'associazione foggiana, tratteggiando, al contempo (e prove alla mano), un clima interno invivibile, fatto di minacce,  aggressioni, mancata restituzione del denaro per le spese sostenute dai volontari ed allontanamenti “immotivati” degli stessi. Il  tutto corredato da denunce e richieste di chiarimenti circa i bilanci dell'associazione (le entrate e le uscite), rimaste sempre inaccessibili ai volontari; quindi sulle attività di beneficenza portate avanti, a partire da quella per i terremotati di Amatrice, mai rendicontata né illustrata nei suoi esiti finali. 

Ma la denuncia si allarga anche ai mezzi donati nel tempo all'associazione, ambulanze ed autovetture, della gran parte dei quali non si conoscerebbe ad oggi la destinazione mentre di quelle rivendute non si avrebbe contezza del denaro ricavato. Di una “il presidente dichiarava di aver usato il denaro per acquistare il mangime per i cani che, pur essendo custoditi all'interno dell'associazione, non risultano essere in alcun modo di proprietà della stessa ma di proprietà esclusiva del presidente”. Ma ciò che avrebbe fatto saltare sulla sedia alcuni ex volontari, convincendoli a procedere con denuncia, è la vicenda relativa ad una ambulanza che I Falchi avrebbero donato ad una associazione di volontariato africana.

“Quando su facebook ho visto che spacciavano per azione di solidarietà, con tanto di foto, ciò che solidarietà non era affatto, allora non ci ho visto più” dichiara un ex. Che si è recato dritto dritto a sporgere denuncia unitamente a numerosi altri ex. L'ambulanza che sul social veniva presentata come donata, in verità sarebbe stata pagata dall'associazione africana ben 1000 euro, con bonifico bancario. Non solo. Perché il clima in cui si sarebbe consumata la pseudo-donazione sarebbe stato tutt'altro che festoso e solidale come invece viene presentato su Facebook. Un ex volontario ne sarebbe stato testimone oculare: “Al momento della consegna, i due volontari dell'associazione pro Africa giunti presso la sede dei Falchi, lamentavano che il mezzo non corrispondeva a quello dichiarato con tanto di foto su Ebay e che loro avevano pagato (tra le tante cose, su Ebay veniva spacciato come diesel, invece era a benzina, ndr). A tale rimostranza, gli africani venivano aggrediti e cacciati in malo modo e il mezzo piazzato fuori dal recinto che lo custodiva con la forza”.

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E ancora, una manifestazione organizzata al Teatro Giordano presentata come raccolta fondi per acquistare un'altra ambulanza sarebbe stata di fatto una farsa: il mezzo sanitario l'associazione lo avrebbe ricevuto in donazione dalla Misericordia di Ascoli Satriano. Ergo, i fondi raccolti a cosa sono serviti? Insomma, una serie di gravi violazioni ed omissioni rispetto alle quali toccherà all'autorità giudiziaria ora fare chiarezza. Nel frattempo la testata si rende disponibile a qualsivoglia chiarimento l'associazione “I Falchi” riterrà utile per suo conto.

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