Estorsioni ed usura: nuovo ordine d’arresto per Enzo Miucci

In carcere dal 31 ottobre, gli vengono contestati anche li reati di usura ed estorsione con l'aggravante di aver agito mentre era sottoposto a misure di sorveglianza speciale

Enzo Miucci

Un altro ordine di custodia cautelare è stato emesso dal Giudice del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo della Regione Puglia a carico di Enzo Miucci, il 27enne di Manfredonia considerato uno degli esponenti di spicco della mafia garganica.

In carcere dal 31 ottobre del 2011, a Miucci vengono contestate anche le accuse di usura ed estorsione con l’aggravante di aver agito mentre era sottoposto a misure di sorveglianza speciale.

La nuova misura restrittiva sarebbe la conferma dell’ipotesi accusatoria che aveva portato ad emettere a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare nel giugno del 2010 quando Miucci era latitante già da un anno.

Per gli inquirenti, “U’ creatur”, così come viene denominato, durante la latitanza e dopo la cattura (26 settembre 2010 e 13 maggio 2011) ha preso il comando del clan gestendolo sia sul piano organizzativo (mantenendo i rapporti con la mafia foggiana, preziosa alleata per alcune attività illecite), sia su quello economico (sostenendo le famiglie del clan da punto di vista legale oppure garantendo ai boss latitanti tutti i confort possibili).

Le estorsioni, sempre secondo l’accusa, erano una delle fonti maggiori di entrata. Gli inquirenti hanno acquisito elementi tali da ritenere che dal giugno del 2008 al momento dell’arresto, Miucci, in virtù del ruolo apicale svolto nell’organizzazione, ha tenuto sotto minaccia estorsiva gran parte del settore produttivo - commerciale di Monte Sant’Angelo e dintorni.

La svolta nelle indagini è stata determinata dalla denuncia di un commerciante del posto che dopo aver restituito il capitale e versato un’ingente somma a titolo di interessi usurai, non è più riuscito a liberarsi delle ulteriori e continue richieste minacciose del 27enne.

L’uomo, stufo di subire le violenze fisiche e psicologiche, ha deciso di lasciare la cittadina garganica e di trasferire i suoi interessi familiari e commerciali in un’altra regione.

 

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