Puzza, la Regione allunga i tempi: un anno in più alle aziende per mettersi in regola

Prorogato ad aprile 2017 il termine ultimo per gli adempimenti previsti dalla legge sulle emissioni odorigene

“Da entro e non oltre un anno” a “entro e non oltre due anni’. L’emendamento sostitutivo approvato dal Consiglio regionale durante l’approvazione del bilancio di previsione 2016, che raddoppia il tempo di adeguamento (legiferato dalla legge regionale del 16 aprile 2015) a disposizione delle aziende per le emissioni odorigene, non ha riscosso le simpatie di tutti.

Tra questi ci sono i consiglieri regionali dei cinquestelle, che contestano l’emendamento a firma congiunta del capogruppo PD Michele Mazzarano in Regione Puglia e del presidente della commissione ambiente Filippo Caracciolo (PD), attraverso il quale viene prorogato di un ulteriore anno, cioè ad aprile 2017, il termine per gli adempimenti previsti dalla legge sulle emissioni odorigene: “Ennesima mancia”.

In provincia di Foggia il problema maggiore è rappresentato dalla puzza riconducibile alla Bioecoagrim di Lucera, l’azienda di compostaggio dei Montagano che a novembre scorso sono riusciti a strappare dal sindaco Tutolo il "si" per all'adeguamento anaerobico dell'impianto.

Diverso il parere del capogruppo PD in Consiglio regionale, Michele Mazzarano, dopo le polemiche suscitate soprattutto nel Tarantino e le accuse, rivolte alla maggioranza, di aver fatto un regalo alla lobby degli inquinatori, prorogando fino a due anni il termine per l’aggiornamento delle autorizzazioni ambientali: “L’emendamento alla legge di bilancio sulle emissioni odorigene vincola a tempi certi, non più prorogabili, l’applicazione della norma per le autorizzazioni ambientali. Pertanto nessun favore alle aziende, ma regole e tempi definiti per contrastare l’odioso fenomeno della ‘puzza’”.

Mazzarano ricorda come “le molestie olfattive rappresentano una delle più frequenti cause di proteste dei cittadini, mediamente pari a 100 denunce per anno, a partire dal 2008”. E aggiunge:: “L’ottima legge regionale, da noi approvata nel 2015, interessa molte aziende (sansifici, depuratori, discariche, impianti di compostaggio, biostabilizzazione dei rifiuti, raffinerie di petrolio, etc) e prevede varie fasi attraverso cui tutti i gestori devono adeguarsi, da un punto di vista tecnologico e di monitoraggio, per abbattere le emissioni odorigene”

Il capogruppo regionale dei democratici spiega la decisione di prorogare i termini a due anni: “Il primo passo – aggiunge - è la richiesta di modifica dell’atto autorizzativo all’autorità competente,  previsto entro un anno dalla pubblicazione della legge (quindi entro il 22 aprile 2016); segue la fase istruttoria e decisoria dell’autorità competente, con i tempi che ne derivano, vista la numerosità delle aziende coinvolte e la complessità della valutazione delle proposte (presumibilmente molti mesi). Una volta modificato l’atto autorizzativo, il gestore ha un ulteriore anno di tempo per la realizzazione di quanto definito e per raggiungere le prestazioni previste. Si può ritenere che, per vedere gli effetti positivi della norma, si sarebbero dovuti attendere comunque almeno due anni. L’entrata in vigore della norma, grazie all’emendamento approvato, non potrà superare l’aprile 2017. Quindi l’emendamento introdotto certifica e non procrastina una procedura molto complessa, senza la quale le prescrizioni della legge rimarrebbero lettera morta.

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