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“Foggia rischia emergenza ambientale”: Nicastro smentisce, basito Mongelli

Facilmente immaginabile lo scompiglio in Corso Garibaldi. Su tutte le furie sarebbe andato il dirigente degli uffici finanziari Carlo Di Cesare. Mongelli: "Non condivido l'allarmismo"

Giovanna Greco25 luglio 2012

"A Foggia si rischia l’emergenza sanitaria, oltre che ambientale". Parole forti, quasi di fuoco quelle che l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro avrebbe riservato oggi alla vicenda foggiana di Amica.

Parole che gettano subito nello sconforto totale l’intera città (appesa ormai a due destini: Amica e conti comunali) e il suo sindaco, ancorché dimissionario, Gianni Mongelli, solo ieri a Bari per un incontro con Vendola per rappresentargli dimissioni e, uno per uno, i problemi, gravi, del capoluogo dauno.

Non c’è da meravigliarsi, dunque, di quale “doccia fredda” abbia potuto rappresentare per Palazzo di Città, a  meno di 24 ore di distanza, quella nota stampa dell’Agenzia del Consiglio regionale che alle 13.29 così titolava: Crisi Amica Foggia, Nicastro: “Rischio emergenza ambientale”.

Convocato dal presidente della V commissione si richiesta dei consiglieri foggiani Leonardo Di Gioia e Pino Lonigro, il titolare dell’Ambiente si sarebbe speso  in toni duri, molto diversi da quelli concilianti e di “mutuo soccorso” usati soli 15 giorni fa, all’indomani di un vertice in Prefettura.

La crisi dell’azienda – si legge nel comunicato ufficiale diffuso dall’agenzia di stampa regionale - rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza sanitaria ed ambientale. Fino alla fine di settembre si può immaginare di “tirare a campare”, ma dal primo ottobre scoppierà il bubbone. L’azienda non garantirà la raccolta dei rifiuti, oltre all’altrettanto grave problema occupazionale”. L’assessore avrebbe anche sottolineato che la Regione Puglia “può fare molto tempo”. Non solo. Sarebbe andato oltre il suo stesso ruolo istituzionale, precorrendo i tempi e parlando dell’assenza “di imprenditori interessati ad acquisire un ramo dell’azienda e meno che mai di acquistarla tutta” (circostanza, quest’ultima, peraltro, non corrispondente al vero dal momento che una manifestazione di interesse pare esserci, targati Ciro Frisoli e Floriano Florio, pervenuta al Comune il 13 luglio scorso).

Facilmente immaginabile lo scompiglio in Corso Garibaldi. Su tutte le furie sarebbe andato il dirigente degli uffici finanziari Carlo Di Cesare mentre c’è chi non ha esitato a definire “benzina sul fuoco” le parole dell’assessore in un momento così’ delicato per la città. Basito e amareggiato lo stesso Mongelli, che a Foggiatoday ha rilasciato una secca dichiarazione: “Non condivido l’allarmismo. La situazione non è facile ma bisogna lavorare tutti, di concerto, alla soluzione del problema Amica”. 

ESPLODE IL GIALLO. Ma il condizionale, mai come in questa vicenda, è d’obbligo. Perché, contattato per spiegazioni, Nicastro smentisce tutto. “Mai rilasciate quelle dichiarazioni, peraltro quel linguaggio (bubbone, ndr) non mi appartiene. Di Amica penso quello che ho detto 15 giorni fa in Prefettura. Una situazione non facile, che rischia di trasformarsi in emergenza, in cui ciascuno deve fare la propria parte proprio per scongiurare questa eventualità. Noi come Regione faremo la nostra parte”.  

E allora? Quelle dichiarazioni. L’assessore se la prende con chi ha stilato quel comunicato, che evidentemente ha travisato le sue parole. Si tratta  dell’agenzia di stampa regionale, fonte ufficiale del consiglio, che, in buona sostanza, avrebbe utilizzato dichiarazioni così pesanti con la più disinvolta discrezionalità rischiando, di fatto, a questo punto, di mandare in tilt  un’intera città e di esser causa  di un vero e proprio incidente istituzionale tra Comune e Regione. Eventualità, tuttavia, quest’ultima ancora non scongiurata.

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Perché, a parte le dichiarazioni raccolte da Foggiatoday e le accuse mosse contro l’agenzia di stampa, di smentite ufficiali dall’assessorato all’Ambiente ancora non arrivano. Il giallo è servito.

Lorenzo Nicastro
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