Strade rurali dissestate, Donnini: “Royalties eolici a imprese agricole”

"A Deliceto le strade sono ridotte a veri e propri "tratturi" e gli accessi poderali sono stati cancellati ridotti a pista fangosa"

Strade rurali dissestate

Quello della manutenzione stradale è un problema che non riguarda soltanto le strade provinciali, cittadine o statali, ma anche quelle rurali. I più penalizzati  - come sottolinea la Coldiretti – sono gli imprenditori agricoli, costretti a “percorsi di guerra” per raggiungere le proprie aziende o per portare i propri figlia  a scuola.

IL CASO DI DELICETO, LA COLDIRETTI | “Spesso la causa di questo dissesto è nei continui lavori di interramento di cavi da parte di società private che il più delle volte corrispondono laute royalties ai Comuni e che si rimbalzano con questi ultimi le responsabilità sul ripristino delle strade dopo i lavori.

Emblematico in tal senso è il caso di Deliceto dove, nell’area interessata dalla stazione elettrica TERNA verso cui confluiscono decine e decine di cavidotti sottotraccia dalla miriade di parchi eolici e fotovoltaici sparsi sul crinale appenninico, le strade sono ridotte a veri e propri “tratturi” e gli accessi poderali sono stati cancellati ridotti a pista fangosa. 

Si dà il caso però che in quell’area abitino decine di famiglie di imprenditori agricoli dediti all’allevamento, il cui disagio oggi è arrivato alla esasperazione in quanto, fra l’altro, costrette ad affrontare quotidianamente le rimostranze dei fornitori di mangimi e altri prodotti necessari agli allevamenti avicoli, che si rifiutano di percorrere con i propri mezzi quelle strade”.

Dall’agosto del 2011, mese in cui furono segnalati i primissimi disagi, ad oggi, la situazione non è cambiata. Per questo motivo il direttore della Coldiretti, Sergio Donnini, ha lanciato un appello alle istituzioni.

“Troppo spesso gli amministratori locali affermano di poter fare poco per l’agricoltura in quanto materia di competenza regionale, oltre che nazionale e comunitaria; sono queste invece le occasioni per le amministrazioni di dimostrare solidarietà e vicinanza al mondo agricolo che, fino a prova contraria, nella maggior parte dei comuni della provincia di Foggia rappresenta la spina dorsale della economia,  nonché il presidio indispensabile alla tutela e salvaguardia del territorio.

Perché non destinare una piccola parte delle royalties che quasi tutti i Comuni del subappennino incassano per la presenza di impianti eolici oltre che, ovviamente, obbligare in maniera coercitiva le ditte che effettuano lavori sulle strade comunali a ripristinare in tempi certi lo stato dei luoghi?

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