OPINIONI - Dimissioni Mongelli, Onorati: “Il silenzio dei partiti, quello che genera mostri”

"I partiti e gli uomini che hanno governato prima di lui, portando la città nelle condizioni in cui la ritroviamo oggi, non hanno nulla da dire. Le dimissioni del sindaco: tana salva tutti"

“Il sindaco e la speranza” del Dott. Salvatore Onorati - "Il sindaco si è dimesso. Fino al 6 agosto ha tempo per ripensare alle dimissioni. Nel frattempo sulla rete impazzano commenti e giudizi, alcuni pacati e ragionati, altri urlati e sputacchiati, impastati con la bile e con la confusione a cui questi tempi tristi ci hanno abituati.

Nel frattempo i partiti balbettano o, peggio, se ne stanno immersi nel silenzio, che diventa il famoso silenzio della ragione, quello che genera i mostri.

Il mostro che si sta generando così, almeno tra i frequentatori della rete,  è quello del capro espiatorio. Si è dimesso il sindaco: i partiti, e gli uomini, che hanno governato prima di lui, portando la città nelle condizioni in cui la ritroviamo oggi, non hanno nulla da dire. Le dimissioni del sindaco: tana salva tutti!

Tutti ora si è in attesa di sapere che farà il sindaco, non cosa ne sarà della nostra città. Credo nel primato della politica e nel ruolo dei partiti, che sono, o dovrebbero essere, il luogo in cui i desiderata dei singoli diventano opzioni collettive.

Se i partiti non parlano, se non tornano ad essere i luoghi della sintesi degli interessi, i luoghi del confronto e della partecipazione, che alimenta il capitale sociale di una comunità, sarà difficile uscire dalle nebbie in cui stiamo brancolando da anni, annaspando ed affogando nelle classifiche nazionali per qualità della vita.

Il capitale sociale di una comunità si alimenta con la fiducia reciproca. La fiducia reciproca alimenta il senso civico e ci rende comunità. Una comunità attenta e partecipe impedisce i comportamenti opportunistici e moralmente esecrabili.

Non so cosa farà il sindaco, ma se dovesse ripensarci e tornare al timone di questa barca traballante, gli consiglierei di istituire un “assessorato alla fiducia”. Un luogo dove mettere in rete tutte le realtà che in questi anni hanno alimentato il capitale sociale della nostra città.

Un luogo in cui si costruiscano azioni che diano la speranza che un’altra realtà è possibile, che un altro modo per vivere insieme sia possibile. Un luogo dove mettere insieme uomini e donne di speranza.

Di fronte ad una casa che brucia, tutti hanno l’obbligo di dare una mano per spegnere l’incendio, ognuno per come può e sa fare.

I partiti, quelli di governo ovviamente in maniera prioritaria, hanno l’obbligo di dire, in questo momento drammatico, come vogliono traghettare la città fuori dal guado, non con gli slogan logori ed inconcludenti delle campagne elettorali o con il sospiro di sollievo delle dimissioni che diventano il rito sacrificale del capro espiatorio.

Il rischio di questo mutismo esasperante è quello di lasciare il campo al qualunquismo dell’invettiva bavosa ed inconcludente che spara su qualsiasi cosa di muova, senza dare prospettive, senza dare speranze che vadano al di là dello slogan del “tutti a casa”.

Al tempo della pancia, che è opzione di tutti, bisogna che faccia seguito quello della testa, e lì bisogna essere attrezzati."

 

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