Lotta al Caporalato nel Foggiano, Emiliano tranchant: "Vanno colpite le imprese che si comportano male"

Le dichiarazioni di Michele Emiliano durante il vertice sul caporalato alla presenza del ministro Luigi Di Maio

Foto d'archivio, Emiliano a Casa Sankara

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è intervenuto ieri al tavolo operativo convocato in Prefettura a Foggia per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura alla presenza del vicepresidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio. “Una giornata utilissima di lavoro - ha detto Emiliano al termine della riunione, durata quattro ore - una scelta giusta quella del Ministro Di Maio di convocare a Foggia il vertice sul caporalato, non perché il fenomeno sia solo foggiano, ma perché questo è uno dei luoghi dove l'esperienza è più avanti e possiamo in questo modo simboleggiare anche il lavoro fatto in questi anni. Oggi tutti hanno potuto dire al ministro del Lavoro il loro punto di vista per costruire la strategia per sconfiggere il caporalato.

Lotta al Caporalato: la ricetta di Di Maio

Il governatore della Puglia - che ha annunciato la sua ricandidatura alla guida della Regione - ha poi aggiunto: "Siamo capofila dei progetti più importanti in questo campo, coordinando molte altre regioni, in particolare quelle del Sud: abbiamo dato vita al progetto delle foresterie per i lavoratori in agricoltura, che servono sia italiani e sia coloro che vengono da altri Paesi. Crediamo che questa giornata di lavoro con il ministro, che ha reso stabile il tavolo dandogli una programmazione triennale, sia un passo avanti molto importante. E soprattutto la cosa importante è che abbia riconosciuto l'importanza della legge sul caporalato fatta dal precedente Governo: questo dimostra una oggettività di giudizio anche sull'attività di diverse maggioranze di Governo che fa onore al Ministro”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti Emiliano ha spiegato che “per le aziende agricole pugliesi scegliere di organizzare autonomamente il trasporto del personale potrebbe corrispondere a una “mancanza” nei confronti delle organizzazioni criminali che gestiscono il caporalato. Quindi significa che, probabilmente, chi si avventura su questa strada rischia di non trovare poi nessuno che vada a lavorare nei suoi campi e nelle sue aziende. E quindi bisogna assistere le imprese che si comportano bene, colpire quelle che si comportano male e per far questo ci vogliono soldi. La Regione Puglia ha investito quasi 7 milioni di euro per la strutturazione delle foresterie più i fondi a disposizione del trasporto. Naturalmente è una competenza che spetterebbe allo Stato nazionale e non alle regioni, lo abbiamo fatto consapevoli di dover far partire il meccanismo. Adesso ci auguriamo che alle parole del ministro seguano i fatti e gli interventi.  Le idee sono chiare: repressione di chi si comporta male, sostegno alle imprese che si comportano bene e vogliono rispettare la legge, luoghi sani e legali dove far risiedere le persone e non ghetti. Questi tre pilastri della politica del Governo sono condivisi dalla Regione Puglia”.


 

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