Choc in Puglia: focolaio in un ospedale, medici e infermieri contagiati. A causarlo forse un medico rientrato da Milano

Michele Emiliano denuncia il caso dell'ospedale San Pio di Castellaneta. Tamponi a tutto il personale sanitario, si va verso la chiusura dei reparti. "Ho telefonato subito al Procuratore della Repubblica di Taranto dott. Carlo Capristo"

Foto di repertorio

Tre medici primari di reparti, quattro infermieri contagiati e altri tre dubbi presso l'ospedale San Pio di Castellaneta. Una campagna imponente di tamponi, "a quasi tutti i dipendenti" e lo sconcerto del governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e del sindaco Gugliotti: "Potrebbe essere causata da una violazione di protocolli previsti per combattere l'epidemia del Covid-19" aveva detto in una diretta Facebook. Il riferimento è a un medico che non avrebbe comunicato di essere rientrato dal Nord: "Oggi abbiamo la prova provata che non si scherza" ha aggiunto. 

Emiliano fa sapere di aver appreso della vicenda dell’ospedale “San Pio” di Castellaneta dal direttore generale della Asl Taranto Stefano Rossi, dal direttore del Dipartimento di prevenzione di Taranto dott. Michele Conversano, dal Direttore Sanitario dell’ospedale San Pio di Castellaneta dott. Emanuele Tatò. E di aver avuto anche un’importante relazione telefonica sui fatti da parte del sindaco di Castellaneta avv. Giovanni Gugliotti, lui stesso esposto a rischi della condotta del soggetto che, dipendente dell’ospedale San Pio, aveva proprio il compito di vigilare il rispetto da parte di tutti delle regole di igiene atte a prevenire l’estendersi del contagio".

Emiliano anticipa che "che saranno probabilmente chiusi molti reparti dell’ospedale e posti in quarantena moltissimi sanitari. Il danno provocato alla comunità è enorme. Si aggiunga che molto probabilmente queste condotte violano diverse norme penali che prevedono gravi conseguenze sull’autore dell’eventuale reato. Per questa ragione ho telefonato subito al Procuratore della Repubblica di Taranto dott. Carlo Capristo per consentirgli di iniziare tempestivamente la sua doverosa indagine. E ho dato indirizzo al dg Rossi di avviare un procedimento disciplinare finalizzato all’eventuale sospensione e successivo licenziamento ove i fatti ipotizzati venissero oggettivamente accertati”.

Come si legge su Repubblica.it "a causarlo sarebbe stato un medico dello stesso nosocomio, che sarebbe stato a Milano nella prima settimana di marzo e, dopo aver avvertito sintomi la scorsa settimana, non avrebbe rispettato i protocolli dettati dalle autorità sanitarie nazionali per l'emergenza coronavirus".

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Emiliano conclude: “I medici, infermieri e operatori sanitari sono i nostri eroi, in prima linea in questa emergenza. Ma se qualcuno tra loro, anche uno solo, non rispetta le regole e le leggi, e si comporta in modo irresponsabile nell’esercizio delle sue funzioni o nella vita privata, mette a repentaglio tutto il sistema sanitario, la vita e la salute dei suoi colleghi e dei pazienti. Non abbiamo fatto altro in queste drammatiche settimane che richiamare l’attenzione sulle basilari forme di prevenzione per i cittadini comuni e tale appello vale a maggior ragione per il personale sanitario. Abbiamo detto in tutte le maniere che bisogna proteggere gli ospedali e chi ci lavora. Rispettare le regole non è una libera scelta in questo momento, ma un dovere categorico. Dal nostro rigore dipenderà il successo o l’insuccesso della battaglia contro il coronavirus”. 

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