"Il virus così fa le orge". Tutolo "disgustato" dagli assembramenti annuncia restrizioni anti-movida: "Ho visto schifezze"

Pesanti sanzioni in vista per esercenti e clienti che non rispetteranno le due ordinanze alla firma. Sindaco furioso con i giovani: "Se in piazza Duomo si può stare uno sull'altro, si può andare anche a scuola"

Antonio Tutolo

"Domani mattina emanerò altre due ordinanze e solleciterò il prefetto a farle osservare e a fare controlli rigidi". Il sindaco di Lucera Antonio Tutolo annuncia un'altra stretta anti-movida e un provvedimento ancora più incisivo e severo per via Amicarelli, la stradina dei locali già chiusa al traffico e al pubblico dalle 21 alle 7. Non è bastato e arrivano altre restrizioni. "Saranno pesantemente sanzionati coloro che non rispetteranno le ordinanze, sia gli esercenti che i clienti". Tutolo, furioso, promette tolleranza zero contro gli assembramenti e quelli che "se ne fregano altamente del prossimo". Scriverà al prefetto e chiederà con forza un sostegno "per l'osservanza del distanziamento sociale che è un obbligo, piaccia o no. Pretenderò che ci siano controlli severi, sarò molto duro, chiederò che vengano elevate le sanzioni". Non si ferma, è risoluto, perché ha "l'ingrato compito di prendere le decisioni più opportune per la salvaguardia della salute pubblica".

Si dice "disgustato", all'indomani del sabato sera ha disertato il quotidiano appuntamento con l'aggiornamento in diretta sui social perché era arrabbiato ("probabilmente avrei fatto danni"). Ce l'ha con la gente della notte col bicchiere in mano: "Io vorrei capire per quale motivo le scuole stanno chiuse, perché se in piazza Duomo si può stare uno sull'altro, si può andare anche a scuola, dove c'è sicuramente più distanziamento sociale". Col suo linguaggio colorito, ricorda che il virus non è sparito: "Ricordatevi che chi si è divertito veramente, se è ancora in giro, è il virus perché ha fatto delle orge pazzesche, indicibili. Spero che non sia in giro, perché sennò s'è 'addicriato'. Il virus non si mette col bicchiere in mano, passa alle vie di fatto". Premette di non voler fare terrorismo, né la morale, ma considera preminente la salute sua comunità. "Qui nessuno dice che non si debba uscire, che non ci si possa incontrare con gli amici e farsi la pizza e la birra, ma le schifezze che ho visto le disapprovo totalmente, perché questo significa non avere rispetto alcuno per la comunità in cui si vive e questo non lo accetto. Sono disgustato da certi atteggiamenti".  

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Contesta apertamente le scelte del Governo. "Il legislatore è stato miope a non capire che aprire certe attività avrebbe significato esattamente quello che sta avvenendo". È convinto che i locali dovessero rimanere chiusi, con appositi fondi per sostenerli. "Il Governo dice no alla movida, la Regione no alla movida, i prefetti scrivono no alla movida, ma chi pensavate ci andasse in quei locali, i bambini a comprare il cornetto per andare a scuola la mattina? Aprire quei locali significava quello, lo sanno anche le pietre". Le attività, secondo lui, dovevano rimanere chiuse almeno fino al primo di giugno. "I comitati scientifici cosa li teniamo a fare? Visto che li paghiamo noi - e profumatamente  - e poi quello che decidono lo mandate a monte, cacciateli - afferma Tutolo inferocito - Perché non è normale che facciano un calendario e poi viene stravolto e violentato da scelte politiche a mio avviso inopportune e sbagliate".

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