Inquinamento delle acque: blitz nei depuratori della provincia tra metalli, nitrati e fosfati

Una task force composta da carabinieri, capitaneria di porto e tecnici Arpa che hanno setacciato gli impianti di depurazione. Le indagini hanno rilevato metalli nel basso tavoliere e tracce fecali nei comuni lungo la costa

Inquinamento ambientale e qualità delle acque: carabinieri e capitaneria di porto stanno setacciando gli impianti di depurazione delle acque dell’intera provincia, dall’entroterra alla costa. Otto i depuratori pubblici controllati fino ad ora, insieme ai tecnici del dipartimento foggiano dell’Arpa; molti di più quelli privati, un numero destinato a crescere perché le indagini –soprattutto sulle zone costiere - non sono ancora terminate.

Tutto è partito dagli esiti del telerilevamento, innovativo strumento d’indagine fornito dal comando generale delle capitanerie di porto che individua le anomalie termiche derivanti da fonti inquinanti immesse nell’ambiente. I controlli nei depuratori pubblici (ma gestiti da società private) sono stati effettuati nei comuni di Zapponeta, Orta Nova, Carapelle, Foggia, Manfredonia, Mattinata, Rodi Garganico e Vieste; accertamenti totali, ovvero finalizzati a controllare sia la qualità delle acque immesse in mare che l’efficienza degli impianti.

Nella maggior parte dei casi, sono state riscontrate anomalie nei valori relativamente alla richiesta di ossigeno nelle acque di depurazione, oltre che alla presenza di metalli - in particolar modo nel comune di Orta Nova - insieme a tracce di inquinamento dovuto a sostanze di origine fecale (soprattutto nelle città di mare). Per il fatto sono state elevate nove sanzioni amministrative per violazioni al testo unico sull’ambiente.

Inoltre, nella prima settimana di agosto, per consolidare le indagini in corso sulla qualità delle acque ogni giorno sversate nei principali torrenti e corsi d’acqua, a loro volta collegati al mare, sono stati inviati sul posto gli specialisti della capitaneria di porto che hanno allestito un Laboratorio ambientale Mobile per la campionatura delle acque di mare, dolce e reflua che sono state analizzate dal punto di vista chimico-fisico e microbiologico.

Particolari criticità sono state evidenziate a carico di alcuni depuratori privati che insistono sulla riviera a sud della foce del torrente Candelaro, per la presenza di valori elevati di fosfati e nitrati, presenza frequente in numerosi composti detergenti, detersivi domestici ed industriali, ma anche in fertilizzanti per l’agricoltura. Per il momento si tratta di valori elevati, ma ancora gestibili (per questo è stata adottata la misura della sanzione amministrativa). Ma sul tema della salubrità delle acque e della salute pubblica i militari dell’Arma e gli uomini della capitaneria di porto annunciano ulteriori controlli: "Non sarà abbassata la guardia". 

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