Bar sgomberato e chiuso: "Ad oggi nessuna via di fuga". Il titolare non molla, i Riuniti si affidano a un avvocato barese

Il Policlinico Riuniti intanto, per dirimere la questione, conferisce l'incarico ad un legale di parte aziendale esterno, il cui onorario è stato calcolato in 5.836,48 euro (complessivi di spese generali)

Il bar del 'Riuniti'

Il Policlinico Riuniti si affida all'avvocato Emilio Toma, del Foro di Bari, nominato legale di parte aziendale, per dirimere la questione legata al bar ospedaliero del plesso maternità, gestito da 40 anni dalla famiglia Direse, chiuso "in autotutela" lo scorso 17 marzo e sgomberato due settimane dopo. Sulla vicenda, FoggiaToday ha raccolto lo sfogo del gestore e la posizione del direttore generale del Policlinico.

Nel frattempo, nelle pagine dell'albo pretorio dell'ospedale viene pubblicato il documento relativo al conferimento di incarico al legale nominato per gestire la situazione, il cui onorario è stato calcolato in 5.836,48 euro (complessivi di spese generali). "La lettura del documento datato 8.4.2020 induce a credere che i rappresentanti degli Ospedali Riuniti di Foggia non siano più tanto sicuri che l'operazione di sgombero forzato scatenata contro Direse sia legittima", interviene l'avvocato Luigi Leo, difensore del gestore del bar.

Il Coronavirus 'cancella' il bar della Maternità: "Ora sarà una via di fuga". Il gestore non si dà pace: "Atto di forza" 

"E' sorprendente che proprio l'ufficio legale degli Ospedali Riuniti, tra l'altro a sgombero già eseguito, proponga e ottenga di conferire  mandato ad altro ufficio legale per un parere sull'operazione compiuta. Non conosco personalmente l'avvocato al quale è stato conferito mandato ma se, come immagino, sarà all'altezza del caso, analizzerà meticolosamente il carteggio e sarà imparziale, riconoscerà immediatamente le ragioni di Direse, gestore del bar con regolare contratto di concessione, e la illegittimità dell'operato dei rappresentanti della struttura ospedaliera foggiana". 

"Il documento - continua l'avvocato Leo - sarà comunicato alla Procura di Foggia, già informata da una serie di denunce sporte da Direse, e alla Corte dei Conti per accertare se l'importo di euro 5.836,48  deliberato dagli Ospedali Riuniti per la consulenza legale e altri importi per operazioni compiute contro Direse siano o meno legittimi e di interesse pubblico". 

"Dal giorno dello sgombero forzato avvenuto il 31.3.2020 (senza la presenza di Direse poichè impossibilitato a presenziare a causa delle disposizioni governative sulla limitata libertà di locomozione durante l'emergenza coronavirus, impossibilità comunicata formalmente ai rappresentanti degli OO.RR. di Foggia), i locali sono ancora chiusi e non sono ancora destinati ad alcuno dei progetti di emergenza paventati a giustificazione dello sgombero". 

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"I rappresentanti del Policlinico, comunque, non hanno ancora comunicato a Direse il luogo del deposito e l'inventario di mobili, merci, oggetti, tra cui, come riferisce Direse, il denaro incassato nei giorni di lavoro precedenti allo sgombero e non versato in banca, siti nei locali del bar", conclude il legale. 

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