Cavallo scappa e va al Fizzy bar, panico e stupore in via Bari

Al centralino dei Vigili del Fuoco sono giunte alcune chiamate di gente allarmata per la presenza di un cavallo che stava camminando tra le automobili dirigendosi verso il bar di un'area di servizio

Giovanna Greco 16 luglio 2012
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Probabilmente si era stancato di stare al chiuso e per questo motivo ha deciso di farsi una passeggiata.

Fin qui nulla di strano, se non fosse che questa mattina in via Bari, a farsi strada tra le automobili e i cittadini, c’era un cavallo.

Al centralino dei Vigili del Fuoco sono giunte alcune chiamate di gente allarmata per la presenza dell'animale che stava dirigendosi verso il bar di un’area di servizio, al secolo il Fizzy, per anni luogo di ritrovo di tante generazioni di ragazzi.

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Sul posto sono giunti gli uomini del 115, tra cui un pompiere esperto di cavalli. E’ stato proprio lui ad avvicinare l’animale, a immobilizzarlo e a riportarlo nel suo quartiere alla periferia di Foggia

Immacolata
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    avv. Eugenio Gargiulo Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Deve essere risarcito chi acquisti un immobile con un uso diverso da quello previsto in contratto!

    Vi è responsabilità del notaio che abbia “rogitato” un contratto di compravendita di un immobile ad uso abitazione, successivamente rivelatosi invece avente differente originaria destinazione.

    Il fatto: a Roma, nel 1996, un anziano signore aveva acquistato da una società, tramite una immobiliare, un appartamento ricavato da un sottotetto . L'atto di vendita era stato, per l’appunto, "benedetto" da un notaio, ovviamente.

    Ebbene il povero acquirente, dopo aver ristrutturato l’immobile, nel 2003 si era visto negare l'abitabilità dell’appartamento, essendo lo stesso ancora accatastato come “lavatoio”, e per condonarlo aveva dovuto sborsare più di 10.000 euro.

    Naturalmente aveva citato in giudizio sia il venditore sia il “distratto” notaio, chiedendo un risarcimento dei danni subiti, tradotto in soldoni pari a circa 36 mila euro!

    Durante il giudizio i difensori del notaio si erano appellati al fatto che la deduzione di abitabilità o meno di un immobile poteva essere fatta solo se in possesso di adeguata preparazione tecnica, non dunque da un “povero” notaio, ma più che altro da un ingegnere o un architetto; o, perché no, dall'aspirante acquirente stesso.

    In seguito al ricorso in Cassazione, con la recente sentenza 10296/ 2012, all'acquirente è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno economico sofferto, proprio per mancanza di adeguate informazioni che il notaio avrebbe dovuto desumere semplicemente da documenti esistenti.

    Per la Suprema Corte non c'era necessità alcuna di far rilevamenti o verifiche, improvvisandosi tecnici; ma semplicemente “spulciare qualche scartoffia”, ovvero nulla di nuovo per un notaio!
    Foggia, 16 luglio 2012    Avv. Eugenio Gargiulo

    il 16 luglio del 2012