Odissea per un paziente, dopo 7 chiamate entra in sala operatoria ma l'intervento salta. L'azienda: "Ecco il motivo"

Il direttore generale degli Ospedali Riuniti chiarisce la vicenda di Domenico Ritoli e ripercorre quanto accaduto il 25 febbraio. L'operazione potrebbe compiersi il 4 marzo

In merito alla vicenda del sig. Domenico Ritoli , ricoverato presso l’unità operativa complessa a direzione ospedaliera di Ortopedia degli Ospedali Riuniti di Foggia e denunciata dalla figlia attraverso le colonne di FoggiaToday, la direzione sanitaria (dott. Giulio Mascolo) e il direttore generale Vitangelo Dattoli, "esprimono grande dispiacere e solidarietà da parte della direzione generale e sanitaria per quanto accaduto.

I chiarimenti di Dattoli e Mascolo

Una ricostruzione della vicenda, già agli atti, della direzione sanitaria ha permesso una puntuale descrizione degli avvenimenti del 25 febbraio: il paziente si è ricoverato presso l’unità operativa di Ortopedia degli “Ospedali Riuniti” di Foggia in data 25 febbraio per essere sottoposto nello stesso giorno ad un intervento chirurgico per innesto osseo; l’intervento chirurgico era classificato di elezione e quindi al di fuori dei circuiti atti alla risposta assistenziale per interventi d’urgenza; nella stessa giornata, non riusciva a comporsi l’equipe operatoria per l’assenza, a causa di malattia, del dirigente medico “secondo operatore” (l’equipe operatoria è composta da almeno due operatori di cui il primo assume funzioni di maggiore responsabilità); prontamente  la Direzione Sanitaria provvedeva alla sostituzione del dirigente con altro medico ortopedico immediatamente convocato; conseguenzialmente è stato dato seguito al programma operatorio previsto ed è stato disposto l’ingresso del Sig. Domenico Ritoli in sala operatoria per l’esecuzione dell’intervento programmato; giungeva, quindi, comunicazione alla direzione sanitaria di infortunio occorso, in ospedale, al primo operatore dell’equipe chirurgica; tale sfortunata e imponderabile circostanza richiedeva le cure dei sanitari del Pronto Soccorso degli “OO.RR.” che certificavano l’accaduto; a quel punto è venuto meno il primo operatore, non vicariabile sia per la peculiarità dell’intervento che richiedeva consolidata esperienza sia per la specifica conoscenza del caso da parte del suddetto operatore in quanto lo stesso aveva preso in carico il paziente fin da mesi addietro, ponendo indicazione chirurgica e disponendo pre-ricovero secondo i protocolli e le procedure aziendali.

Il paziente, inoltre, aveva manifestato un consolidato rapporto fiduciario con il “primo operatore” e, pertanto, tale orientamento contribuiva alla determinazione del rinvio. Tale radicato convincimento appare maturato in occasione di un felice esito chirurgico eseguito a cura del “primo operatore” più volte citato di un complesso politraumatismo occorsogli nel 2017; per garantire la finalità del risultato, non avendo l’intervento carattere d’urgenza e non essendo ancora iniziata la procedura più specificatamente pre-operatoria (anestesia, preparazione del paziente, ecc.) si decideva di differirlo al rientro del “primo operatore” dall’infortunio; la comunicazione alla famiglia della seriazione causale degli eventi che determinavano il rinvio dell’intervento chirurgico avveniva a cura della Direzione Medica di Presidio in occasione della prima assenza registratasi in quella mattinata; la concitazione della nuova imprevedibile ma documentata assenza ha impedito di perfezionare la consueta e puntuale interazione con la famiglia, ingenerando comprensibilmente percezioni di trascuratezza professionale ovvero di disfunzione organizzativa.

In data odierna è stato attivato audit interno, per una più completa acquisizione di dati atti a perfezionare la richiesta tempestiva relazione sull’accaduto e in genere sulle dinamiche e i puntuali adempimenti delle procedure e dei protocolli aziendali; in data odierna alle ore 17.00 il “primo operatore”, raggiunto telefonicamente dalla Direzione, ha assicurato alla luce di un miglioramento graduale delle condizioni di salute una verosimile ripresa delle attività in data 4 marzo 2019 e in tale data, previo consenso del paziente, si provvederà all’attività chirurgica programmata per il giorno 25 febbraio.

La direzione sanitaria, peraltro, provvederà a interagire urgentemente con la famiglia del paziente per comunicare tutte le informazioni che consentano un sereno prosieguo del percorso terapeutico che punti a esiti di guarigione completi. E nell’esternare la più completa disponibilità ad ogni iniziativa, ribadisce la propria solidarietà e il dispiacere per quanto accaduto, auspicando che la ricostruzione degli avvenimenti del 25 febbraio contribuisca a ripristinare il clima di fiducia nell’azienda instauratosi già da tempo.

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