Lo riportano in strada e muore: "cane randagio era malnutrito", il caso a San Severo

L'amministrazione comunale intende fare chiarezza e chiede l'intervento dell'Enpa Nazionale, della Prefettura e valuterà se costituirsi parte lesa in un eventuale procedimento legale

Il cane che purtroppo non ce l'ha fatta

Prosegue il muro contro muro tra il Comune di San Severo e l’Enpa, dopo la morte del cane randagio che l’associazione animalista avrebbe reimmesso sul territorio ma non avrebbe recuperato nonostante la richiesta del Comune di San Severo. Ente che nelle prossime ore chiederà l'intervento della presidenza nazionale dell'Enpa, della Prefettura e valuterà se costituirsi con l'avvocatura parte lesa in un eventuale procedimento legale.

Lino Albanese, assessore con delega la Randagismo spiega: “Dei dieci cani reimmessi sul territorio abbiamo chiesto immediatamente il recupero. Tuttavia, di questi, solo sette sono stati accalappiati, mentre tre risultavano smarriti. Il 5 novembre uno di questi tre randagi è morto. Dal referto medico è emerso che l'animale era in una situazione critica perché malnutrito da oltre un mese e quindi non pronto per la reimmissione sul territorio”.

LA REPLICA DI NUNZIO CASCAVILLA

Nell'accertare le responsabilità della morte dell’animale, l'amministrazione comunale mette in evidenza un'altra ombra che aleggia sull'accaduto, chiedendo lumi. “Il cane in questione è stato sterilizzato e microcippato il 25 marzo di quest’anno, ma è stato registrato all'anagrafe canina solo il 5 novembre, giorno in cui è morto. Inoltre ci chiediamo come mai il randagio ritrovato moribondo la sera del 4 novembre da alcuni volontari non è stato accolto, nonostante le richieste, nel canile sanitario. Nelle ultime ore di vita ad occuparsi del cane sono stati infatti alcuni cittadini tra cui anche ex dipendenti di Enpa, che su richiesta dell'amministrazione hanno fatto assistenza nell'ambulatorio del veterinario Carafa”.

Una situazione che ha spinto gli amministratori comunali a dissociarsi e condannare fermamente quanto accaduto. “Andremo fino in fondo e se sarà necessario ci costituiremo anche parte lesa. Gli animali, in quanto esseri viventi, meritano rispetto e assistenza, soprattutto perché la loro tutela e il loro benessere è garantito dalle tasche dei contribuenti sanseveresi che con le loro tasse sostengono il servizio. Noi amiamo gli animali e non permetteremo che il loro benessere diventi una mera questione di business” afferma il sindaco Miglio.

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