“Occupazione abusiva”, dirigente fa staccare la corrente al bar dell’istituto. L’avvocato del gestore: “Abuso”

L'avv. Panniello denuncia che il dirigente scolastico ha staccato la corrente del bar alla sua assistita, che lo gestiva da alcuni anni. Cendamo si difende spiegando che si trattava di una occupazione abusiva

L'istituto Giannone-Masi di Foggia

Da circa tre anni gestisce il bar collocato nei locali dell'istituto Giannone-Masi. Fino a venerdì scorso, quando, apparentemente "senza alcun titolo e con fare dispotico - denuncia il suo legale, Elda Panniello -, il dirigente scolastico le ha staccato la corrente, interrompendo d'imperio la sua attività". Sarebbe stato questo l'ultimo atto di "una serie di intimazioni ad andare via, ad abbandonare i locali della scuola", che, negli ultimi tempi, si sarebbero consumati nei confronti di G.C.

                                    

È dura la nota che giunge a Foggiatoday da parte dell'avvocato Panniello, che ha già fatto pervenire alla scuola una diffida (inviata per conoscenza anche al Ministero dell'Istruzione) al ripristino immediato dell'erogazione della energia elettrica. "Siamo di fronte ad un vero e proprio abuso" sostiene il legale, che si riserva di adire all'autorità giudiziaria civile e penale, "non vorrei che, trattandosi di donna sola, ci troviamo di fronte ad un esplicito caso di sessismo".

I fatti secondo l’avvocato Elda Panniello

Secondo la ricostruzione dell'avvocato, venerdì, intorno alle 9, il dirigente scolastico si recava dalla donna, già in servizio nel bar, e le intimava di "lasciare tutto ed allontanarsi immediatamente". Di fronte alle resistenze della stessa, procedeva col distacco forzoso della corrente elettrica, costringendo di fatto G.C., ad andare via, non potendo più, senza energia, continuare a lavorare. Il legale precisa che il dirigente non avrebbe alcuno titolo o provvedimento giudiziario che legittimi una tale condotta. E che  l'interruzione della corrente elettrica altro non sarebbe che l'ultimo di una serie di comportamenti e modi di fare "violenti e ultimativi" subiti dalla lavoratrice negli ultimi tempi. Nella stessa scuola lavora il compagno della donna con mansioni di custode; tra i due pare non corra buon sangue. In un primo momento, qualcuno aveva agitato proprio questo rapporto incrinato quale causa di una presa di posizione della scuola contro G.C. Possibile?
 

La versione del dirigente scolastico

A sentire il dirigente scolastico nulla di più surreale. E spiega i suoi fatti. L'autorizzazione a gestire il bar è il frutto di un bando emanato dalla Provincia di Foggia, epoca Pepe, vinto da un'altra impresa, con a capo G.L.M., l’ex cognata della donna che attualmente lo gestiva. Di fatto G.C. lo occupava abusivamente. Senza versare un soldo né alla scuola né alla Provincia, come da norma. "È stata proprio questa somma arretrata che ci ha fatto scoprire l'abuso - dichiara il preside a Foggiatoday -. Quando alla signora G. L.M. abbiamo, carte alla mano, chiesto conto del dovuto, ci è stato risposto, con nostro sommo stupore, che lei aveva ceduta l'attività a G.C. ormai da un paio d'anni, cosa vietata dalla legge". "Perché non ce ne siamo accorti? Perché G.C. era stata sempre lì, a dare una mano, ma non eravamo a conoscenza di una vera e propria cessione di attività". Da lì le sollecitazioni ad andare via, trattandosi di occupazione abusiva, fino a quando, due giorni fa, Leonardo Cendamo, di fronte alle resistenze, avrebbe chiamato i tecnici della provincia per interrompere l'energia elettrica. "Ma mi preme sottolineare che nessun atto violento è stato compiuto da parte mia e mi indigna molto vederlo scritto sulle carte".

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Una occupazione abusiva, insomma. L'avvocato Panniello sostiene, al contrario, che il preside non avesse titolo. In tutto questo la scuola ha perso soldi e bar, che resta chiuso. Almeno per ora.

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