VIDEO | "Mazzate dai delinquenti e stracarichi di lavoro" nel carcere sovraffollato e senza direttore

Il segretario generale nazionale del Co.s.p Domenico Mastrulli scrive al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, manifestando le forti preoccupazioni del sindacato in riferimento al drammatico stato in cui versano i penitenziari italiani nonché le condizioni critiche in cui è costretto a operare il personale

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Il leader del sindacato autonomo nell’esprimere il disagio dei lavoratori,  non esita a sottolineare le numerose criticità che affliggono il settore.  In primo piano la situazione dei lavoratori della ex Croce Rossa Italiana collocati in altre amministrazioni dello Stato dal primo settembre 2016,  attraverso un piano di assegnazioni precarie negli organici ministeriali a scapito della professionalità e della qualità della vita del personale.  

Enorme disagio si registra tra gli appartenenti del  Corpo della Polizia Penitenziaria il cui organico è ridotto a 35mila unità a causa dei pensionamenti e della mancanza di turn over.  Tema spinoso affrontato da Mastrulli il crescente fenomeno delle aggressioni (nel 2017 oltre 1.200 poliziotti feriti) che si verificano ormai con cadenza quasi quotidiana nei 260 penitenziari italiani la cui popolazione carceraria ha superato qualsiasi tollerabilità rispetto alla capienza di strutture in molti casi ai limiti della fatiscenza. A ciò si aggiungono i pesanti carichi  di lavoro,  gli adeguamenti tecnologici inesistenti e un quadro di discutibile gestione dei Dipartimenti. 

Il segretario nazionale del sindacato punta l’indice contro la mancanza di tutela del personale sui luoghi di lavoro in riferimento alla sicurezza e alla salubrità dei luoghi.  “Troppo spesso – precisa Mastrulli - il personale utilizzato per altri scopi di carattere amministrativo è sottratto alla sicurezza dei penitenziari.  “Viviamo  nel vero caos – scrive il segretario del Co.s.p. -  paradossalmente la parola di un detenuto sembra avere un peso maggiore di quella dell’operatore,  talvolta vittima di procedimenti disciplinari che sconfinano nel sopruso sia sul piano dei diritti che delle tutele giuridiche. Le chiedo di volerci fissare un incontro, con una ristretta Delegazione Sindacale Nazionale per le suesposte ragioni e tante altre ancora.

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