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"Noi diciamo basta". Il grido d'allarme dal carcere di Foggia dove "comanda la criminalità" ma mancano gli agenti

Il segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Pasquale Montesano, questa mattina a Foggia, città segnata dalla maxi-evasione dal carcere dello scorso 9 marzo

 

"Chiediamo rispetto per la polizia penitenziaria, una maggiore organizzazione e attenzione da parte di chi amministra l'intero sistema. Ministro dove sei?". Così Pasquale Montesano, segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, questa mattina a Foggia, città segnata dalla maxi-evasione dal carcere dello scorso 9 marzo.

"C'è anche un problema relativo alle respoinsabilità regionali: alle notifiche che hanno adottato altri corpi di polizia per i fatti di Santa Maria di Capua Vetere, la Puglia risponde tappando la bocca ai rappresentanti sindacali Osapp con sanzioni disciplinari", denuncia.

"L'attenzione su Foggia - continua - è principalmente sulla carenza degli organici. Già due anni fa avevamo detto che qui comandava la criminalità, poi è successo quello che è successo".  A pesare, gravemente, il taglio lineare effettuato alcuni anni fa in tutti gli istituti pugliesi (500 unità nel complesso, troppe). 

"Chi lo ha fatto non si è reso conto delle conseguenze", spiega invece il segretario regionale Nicola di Nicoli che ricorda: "Tutte le persone che entrano in carcere, anche quelle giudicabili, torneranno sul territorio. Se rientrano in un certo modo, noi avremo un delinquente più agguerrito a piede libero".

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