Ruspe al CARA, cinquestelle preoccupati: "Salvini ci dica prima qual è il futuro di residenti e lavoratori"

Interrogazione al Ministro dell'Interno della deputata foggiana Rosa Menga dopo la nuova operazione di parziale sgombero effettuata ieri sui terreni adiacenti al centro di accoglienza

Il ritorno delle ruspe che hanno abbattuto altre strutture nella baraccopoli abusiva di Borgo Mezzanone è il segnale dell’attenzione che lo Stato sta dimostrando nei confronti del nostro territorio. Così la deputata foggiana M5S, Rosa Menga, che ha la presentato un'nterrogazione a risposta orale al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nella quale si chiede anche di conoscere il futuro dei residenti e dei lavoratori del CARA, prima che il centro venga smantellato.

"Per sapere - si legge nella Interrogazione pubblicata oggi sul sito della Camera, nella pagina personale della deputata M5S - premesso che: il Centro di accoglienza richiedenti asilo di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, sulla scorta delle dichiarazioni rese dallo stesso Ministro interrogato a mezzo stampa, rientrerebbe nell'elenco delle mega-strutture di accoglienza prossime allo smantellamento; i dati ufficiali forniti dalla questura di Foggia registrano al momento la presenza di circa 143 migranti all'interno del Cara, su una capienza compresa tra 600 e 650 posti. Ciò che desta maggiore preoccupazione, allo stato, sono i migranti residenti nell'adiacente baraccopoli abusiva, cosiddetta «Pista», un vero e proprio ghetto di difficile censimento, dove vivono, relegati in condizioni disumane di povertà e precarietà uomini, donne e bambini di etnie diverse, il cui numero è di all'incirca 10 volte superiore a quello degli ospiti del Cara;

episodi di criminalità e violenza all'interno della «Pista» continuano a consumarsi inesorabilmente, nonostante il sequestro preventivo di alcuni edifici ed ambienti, centri nevralgici di svariate attività illecite quali lo spaccio di stupefacenti, la prostituzione, il caporalato, ricettazione e la rivendita di beni rubati, messo a punto nelle scorse settimane dalle forze dell'ordine su ordine della Procura della Repubblica di Foggia; in un simile clima di precarietà e di allarmismo riecheggiano sui quotidiani regionali gli appelli delle organizzazioni sindacali e dei 70 dipendenti delle aziende che detengono i servizi di pulizia, assistenza e refezione all'interno della struttura: «Si a immigrazione controllata, no a perdita dei posti di lavoro» e ancora «Dignità è mantenere il posto di lavoro» sono questi gli striscioni che sventolano dinanzi ai cancelli del Cara, quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato circa la tutela e la ricollocazione degli attuali ospiti del Cara di Borgo Mezzanone, e se alla luce degli innumerevoli episodi di criminalità perpetratisi all'interno della baraccopoli abusiva non ritenga necessario e indifferibile assumere iniziative, per quanto di competenza, per procedere all'integrale smantellamento della stessa, al fine di spezzare il circuito fra criminalità, sfruttamento delle persone e mancato riconoscimento dei diritti umani, restituendo sicurezza e dignità al territorio e a chi lo abita.

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